Appello di Casula: «Riaprite il molo a tutti i cittadini»
BOSA. “Riapriamo il molo ai cittadini!” Questo lo slogan lanciato dall’ex sindaco e capogruppo di Per Bosa, Piero Franco Casula, alla notizia che si interverrà per la messa in sicurezza della...
BOSA. “Riapriamo il molo ai cittadini!” Questo lo slogan lanciato dall’ex sindaco e capogruppo di Per Bosa, Piero Franco Casula, alla notizia che si interverrà per la messa in sicurezza della testata del muraglione in cemento armato che protegge l’isola Rossa grazie ad un finanziamento regionale di 500.000 euro. Area dove l’amministrazione civica intende creare le condizioni di sicurezza che possano permettere l’accesso, da tempo precluso, a cittadini e turisti. Ok ai lavori nel muraglione dice l’ex sindaco: «Ma per adesso ci accontenteremmo che riaprano subito l’accesso al molo nella rada, impedito da oltre un anno da una cancellata, chiusa a chiave». Piero Franco Casula, che si riferisce al molo commerciale ai piedi della storica torre aragonese che domina la baia dove attraccano le imbarcazioni da diporto. «Lì molti di noi hanno vissuto momenti della loro giovinezza, compreso la partecipazione alle gare di nuoto. Fino allo scorso anno era utilizzato da decine di appassionati per pescare da terra in sicurezza. Sarebbe cosa “buona e giusta” se chi di dovere consentisse agli appassionati di accedere al molo per passare qualche ora pescando con gli amici», spiega il capogruppo di Per Bosa.
Nella zona dell’isola Rossa intanto sono a buon punto i lavori di messa in sicurezza dei conci in trachite del muraglione Caduti di Cefalonia, area dove da qualche giorno sono state accese anche le lampade del nuovo impianto di illuminazione. Nei prossimi mesi, oltre ai lavori al muraglione in cemento armato previo svolgimento dell’iter tecnico e burocratico che ha visto per ora l’approvazione del progetto preliminare, l’amministrazione dovrebbe intervenire in economia anche per sistemare i camminamenti che permettono di raggiungere la sommità dello sperone roccioso e da qui finalmente, dopo anni di accesso precluso, all’interno della torre recentemente restaurata dalla soprintendenza.
Alessandro Farina
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