Pendolari, con Trenitalia è un’odissea
Pochi vagoni, orari non convenienti e riduzione delle fermate nei centri intermedi. Finora inutili gli appelli alla Regione
ORISTANO. Da qualche anni la chiamano “mobilità sostenibile”, ma per la provincia di Oristano l’utilizzo dei trasporti pubblici sta diventando quasi impossibile. Soprattutto coloro che per spostarsi utilizzano il treno si trovano quasi quotidianamente a dover affrontare disagi e disservizi di ogni tipo, con inevitabili proteste da parte di utenti, soprattutto i pendolari, che sui trasporti pubblici vorrebbero poter confidare, se non altro, per aver anticipato i soldi dell’abbonamento. Le critiche maggiori riguardano Trenitalia. L’ultimo caso di disservizio è stato registrato martedì mattina «Anche oggi, treno delle 7.30 da Oristano a Cagliari solo due vagoni anziché i tre di norma previsti. Due soli vagoni che partono già strapieni come un uovo sodo da Oristano, immaginatevi le reazioni dei passeggeri nelle stazioni successive». L’ex consigliere provinciale Gianni Pia, ha affidato ai social il suo reclamo. In un post racconta del disagio dei pendolari che hanno dovuto viaggiare stipati su un treno che, malgrado comunemente super affollato, ha percorso la tratta fino a Cagliari con un vagone in meno. Pia riferisce che il capotreno aveva spiegato ai passeggeri ovviamente infastiditi che era stato stato «annunciato un pullman aggiuntivo da San Gavino. Da notare - scrive Pia – che l’altra mattina, sei dicembre era in servizio un Minuetto, sempre due vagoni, anch'esso pieno». Pia, che prima della soppressione delle Province aveva ricoperto proprio l’incarico di assessore ai lavori pubblici e trasporti, conosce i propri diritti. Non è un caso che la sua protesta concluda con una autentica denuncia sul dialogo non sempre agevole fra cittadini e amministrazioni pubbliche. «A distanza di 50 giorni dalla mia lettera trasmessa per posta certificata all'assessore regionale ai Trasporti, Massimo Deiana ed alla Direzione regionale di Trenitalia, non è arrivato neppure uno straccio di risposta, uno sbuffo, una email, niente. Quest'ostracismo istituzionale è intollerabile, una risposta da parte di un Ente pubblico o a sostegno economico pubblico è un atto dovuto». La protesta arriva a qualche giorno di distanza da quella dei cittadini di Marrubiu (cui fanno capo anche Terralba e Arborea) che, costretti a fare i conti con l’ennesima soppressione della fermata del treno, partito da Cagliari, alla stazione del loro paese, costringendoli così ad arrivare fino a Oristano per poi ritornare indietro, si sono rivolti al sindaco. La risposta del primo cittadino, Andrea Santucciu, non si è fatta attendere. Ha scritto una lettera di protesta all’assessore regionale ai Trasporti Massimo Deiana, anche in questo caso, non la prima.
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