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Le reti di Porto Managu pericolo per i natanti

Le reti di Porto Managu pericolo per i natanti

BOSA. Continua l’azione della Guardia Costiera per rimuovere dei resti sommersi e semi sommersi dell’impianto dismesso di acquacoltura realizzato anni fa nella costa vicino a Porto Managu. Dopo...

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BOSA. Continua l’azione della Guardia Costiera per rimuovere dei resti sommersi e semi sommersi dell’impianto dismesso di acquacoltura realizzato anni fa nella costa vicino a Porto Managu.

Dopo una recente ispezione dei sub della Guardia Costiera, che ha evidenziato ancora una volta la pericolosità del sito in un’area molto frequentata dai natanti specialmente nei mesi estivi, arriva la notizia che l’assessorato regionale all’Agricoltura ha richiesto uno stanziamento sul bilancio regionale 2017 di 300mila euro, proprio per permettere la bonifica del tratto di mare sulla costa a nord ovest di Bosa.

A ottobre il tenente di vascello Guido Avallone, che comanda il locale contingente dell’ufficio circondariale marittimo, aveva richiesto al quarto nucleo sommozzatori della Guardia Costiera di effettuare un’ispezione su uei fondali.

È emerso che i resti del sistema di allevamento dei pesci, ancora presenti nel sito, off limits per una serie di reiterate ordinanze a transito, ancoraggio e pesca, rappresenta ancora oggi una concreta minaccia per la sicurezza della navigazione. «Bisogna procedere quanto prima alla messa in sicurezza del sito con la rimozione delle strutture ancora in sospensione presenti a quote variabili», spiega l’ufficiale.

I continui solleciti da parte dell’autorità marittima locale, comprese le ordinanze che hanno imposto alla Regione un limite temporale entro il quale procedere alla bonifica, sembra però inizino finalmente a sortire gli effetti sperati. «Il servizio pesca e acquacoltura dell’assessorato dell’agricoltura la richiesta di stanziamento a copertura del costo dei lavori di rimozione delle strutture dell’ex impianto di acquacoltura di Managu», comunica il comandante Avallone.

L’assessorato competente ha inoltre evidenziato di aver preso contatti con il provveditorato interregionale per le opere pubbliche di Lazio, Abruzzo e Sardegna perché l’intervento si concretizzi al più presto valutando l’ipotesi di un trasferimento di risorse tra pubbliche amministrazioni o di una convenzione quadro; si tratta di procedure comuni tra gli enti locali proprio per accelerare l’iter burocratico dei lavori.

Tenuto conto dei tempi necessari per lo stanziamento finanziario e l’avvio della bonifica la Guardia Costiera procederà comunque, nei prossimi giorni, ad emettere una nuova ordinanza che prorogherà i termini per l’esecuzione dei lavori.

«In ogni l’intervento non potrà avere inizio che a giugno, per non compromettere l’inizio della stagione balneare 2017», conclude il tenente di vascello Guido Avallone.

Alessandro Farina

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