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La cantina cerca il rilancio e cede una parte della sede

SAMUGHEO. Il 2017 potrebbe riservare una seconda vita per la storica sede della Cantina sociale di Samugheo e allo stesso tempo una nuova ripartenza per la cooperativa dei produttori. I viticoltori...

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SAMUGHEO. Il 2017 potrebbe riservare una seconda vita per la storica sede della Cantina sociale di Samugheo e allo stesso tempo una nuova ripartenza per la cooperativa dei produttori. I viticoltori riuniti nella Samak hanno proposto al Comune di acquisire una parte dello stabile costruito alla fine degli anni Cinquanta.

L’operazione risponde alla necessità di reperire nuove liquidità e di ridimensionare il patrimonio immobiliare del consorzio, che nel tempo si è trovato a operare in una struttura sovradimensionata rispetto alle necessità effettive di una realtà consociativa dai numeri molto contenuti rispetto a quelli raggiunti negli anni di massimo fulgore del comparto vitivinicolo, quando la coopertiva arrivò a contare circa 500 soci.

Oggi i membri della Samak sono una decina, lo zoccolo duro del gruppo di produttori cui si deve la rifondazione della cooperativa, che nel 2011 aveva ripreso a operare dopo quasi vent’anni di inattività. Il consorzio ha vinificato fino al 2013, dopodiché ha subito una nuova battuta d’arresto. Nel frattempo gli operatori hanno continuato a produrre individualmente, ma ora stanno considerando l’idea di riprendere un percorso comune in un mercato enologico di nicchia.

«La nostra intenzione è di ritornare con almeno due etichette, una di bianco e una di rosso - ha spiegato il presidente Emanuele Flore -. Punteremo sulla produzione di piccoli quantitativi del nostro Mandrolisai, perché quello che ci preme è di ridare valore a una realtà storica importante come la nostra cantina sociale. Abbiamo in cantiere anche laboratori e un museo, speriamo di porterli realizzare».

La fase negoziale con il Comune prenderà il via con la discussione in Consiglio della proposta di cessione. L’assemblea civica la esaminerà nella seduta del 16 dicembre alle 12. «Il Consiglio valuterà l’opportunità di acquisire i locali ed eventualmente cosa farne», ha confermato il sindaco Antonello Demelas. Anche la destinazione d’uso alternativa sarà oggetto d’ esame più approfondito nel caso di una transazione, ma qualche idea è già in campo. Una di queste si ricollega al piano Iscol@: «L’edificio potrebbe essere inserito - ha ipotizzato Demelas - in un progetto più ampio che riguarda le scuole, gli impianti sportivi e il museo, tutti concentrati nella zona di Paules, vicino alla cantina».

Maria Antonietta Cossu

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