Veleni a Narbolia: dipendenti comunali verso lo sciopero
La decisione dopo l’assemblea coi rappresentanti sindacali Sarà l’occasione per ottenere un incontro con il prefetto
NARBOLIA. La contrapposizione tra l’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Maria Giovanna Pisanu, la sua giunta e i dipendenti del Comune, potrebbe portare a una giornata di sciopero dei lavoratori, da indire, probabilmente, entro la prima quindicina del prossimo mese di gennaio.
A comunicarlo agli organi di informazione sono stati i responsabili sindacali territoriali funzione pubblica Salvatore Usai (Cisl) e Battista Ghisu (Uil), con una nota sottoscritta dai lavoratori comunali e dagli stessi sindacalisti.
«All’inizio di questa settimana - si legge nel comunicato - i lavoratori del Comune si sono riuniti in assemblea al di fuori dell’orario di lavoro con le rappresentanze sindacali Cisl e Uil funzione pubblica. In quella sede hanno analizzato la grave situazione che persiste nei rapporti con l’Amministrazione e nello specifico con la giunta e con il segretario comunale».
Durante l’assemblea dipendenti e sindacati «hanno preso atto che nonostante gli sforzi dei lavoratori per risolvere le difficoltà, ad oggi i rapporti risultano ancor più difficili. Richieste di adozione di provvedimenti ed istruttorie che non possono essere espletati in tempi brevi, per dettati normativi, diventano motivo di contrasti e di tensioni, non più tollerabili».
Per questi motivi «compatibilmente con le disposizioni legislative che regolano il diritto di sciopero e sui tempi di preavviso previsti dalla legge», rappresentanti sindacali e lavoratori hanno deciso di «effettuare con preventive ed adeguate comunicazioni una azione di sciopero».
Sarà quella l’occasione «per incontrare preventivamente il prefetto onde segnalare nello specifico ed in maniera analitica la situazione».
Poche parole a sottolineare che di schiarite all’orizzonte non se ne vedono. Il prossimo passo di dipendenti e sindacati, dopo aver avvisato a mezzo raccomandata il datore di lavoro, Prefetto e autorità di garanzia per i servizi essenziali, sarà quello di proclamare una giornata di sciopero. Sarà compito del prefetto, entro cinque giorni dalla ricezione della comunicazione, convocare le parti per cercare di ricomporre la questione.
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