La Nuova Sardegna

Oristano

«Con l’hotel per cani salverò il parco di Santa Petronilla»

di Michela Cuccu
«Con l’hotel per cani salverò il parco di Santa Petronilla»

Chiara Secci risponde ai residenti che temevano un canile «Sarà una scuola-albergo con centro addestramento»

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ORISTANO. «Nel parco non ci sarà un canile, ma una struttura diametralmente diversa. Quello che mi dispiace è di essere finita al centro di una polemica nella quale non c’entro nulla. Credo che i firmatari della petizione che si oppone alla struttura che dovrà sorgere a santa Petronilla ce l’abbiano con l’amministrazione comunale, ma soprattutto, non conoscano nulla del progetto». Replica così Chiara Secci, la giovane oristanese che si è aggiudicata il bando che prevede la realizzazione di strutture per il benessere animale con la creazione di un centro di soggiorno per animali nel parco di Donigala.

Un progetto contestato da un centinaio di abitanti della frazione che considerano «blasfemo» realizzare in un’area la cui storia, spiegano «con il parco, gli ulivi plurisecolari, le testimonianze archeologiche e dell’antica chiesa, merita ben altro che la destinazione a luogo di lotta al randagismo, azione di per se nobile e condivisibile, ma senza dubbio meglio realizzabile in un’altra area».

Chiara Secci, 28 anni, diploma di perito meccanico navale ha lasciato la Marina militare dove si era arruolata, allievo ufficiale, per seguire la sua grande passione e lavorare come l’educatore cinofilo. A quel progetto, la giovane crede fortemente. Spiega che in una parte «attualmente abbandonata», precisa, sorgeranno, prima in Sardegna, seconda in Italia, un albergo e una scuola per cani, studiati per l’ospitalità e il ricovero degli animali, l’addestramento, l’educazione e lo svago.

Sono previste due aree dedicate da 3mila metri quadrati e 7 da 100 metri quadrati ciascuna, più un servizio di guardiania e day hospital per gli ospiti a quattro zampe e anche un gattile da quindici posti. Tutto in strutture amovibili, prevalentemente di materiale da riciclo in un’area assegnata d un ettaro e mezzo su una superficie complessiva di 4,6 ettari del parco, con un investimento per il primo anno è di poco inferiore ai 27 mila euro lordi.

Chiara spiega come a questo tipo di progetto stesse lavorando da anni: «Inizialmente la Regione mi aveva persino autorizzato a realizzare una struttura in privato, la Sfirs mi aveva accordato persino un finanziamento, da restituire, ma poi come al solito, i disoccupati come me che non hanno possibilità economiche, trovano ostacoli enormi: nel mio caso, l’impossibilità di trovare un’area a costi accessibili. Poi, è arrivato il bando del Comune».

Chiara Secci precisa «Questo non sarà un canile o un gattile come tanti altri, ma una struttura destinata soprattutto alle persone. A chi vorrà imparare a conoscere gli animali e stabilire con loro un rapporto. Insomma, una cosa ben diversa da quanto affermato nella petizione».

La petizione contiene una proposta alternativa: creare un parco ludico per bambini e passeggiate domenicali, feste paesane e attività sportive e culturali, da affidare ai disoccupati. «Esattamente quello che il Comune prevede di realizzare nel resto del parco in un bando ancora aperto – fa notare Chiara Secci – ma è singolare che nessuno si sia fatto avanti».

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