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Vigna: al Midi il polo del fumetto

Vigna: al Midi il polo del fumetto

Il disegnatore parla delle prospettive del Museo dell’Immagine

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NORBELLO. Ieri è calato il sipario sul secondo dei tre atti di Nues, il Festival internazionale del fumetto ospitato al Midi. L’evento, che vivrà il suo epilogo il 28 dicembre, ha lasciato intravvedere le potenzialità del Museo dell’immagine e del design interattivo, che potrebbe fare da propulsore dell’attività di promozione e divulgazione delle arti figurative.

Complice la posizione baricentrica di Norbello, per il Comune e il Centro internazionale del Fumetto, che sta curando l’iniziativa, la struttura può giocare un ruolo fondamentale nell’ambito della diffusione e della valorizzazione della fumettistica e dell’illustrazione, settore in cui la Sardegna vanta esponenti di grande caratura.

«L’arte grafica potrebbe essere l’orgoglio della nostra cultura perché ha raggiunto vette impensate: tra il 1910 e il 1920 i grafici sardi erano all’avanguardia in Europa», ha sottolineato Bepi Vigna, uno dei nomi di punta del Festival.

La tradizione merita di essere rivalutata e il Midi potrebbe avere in questo senso una funzione vitale. Il sistema interattivo del museo consente di archiviare e conservare moltissimo materiale «che sarà messo a disposizione di università, associazioni, studiosi e del grande pubblico» ha aggiunto Bepi Vigna, preconizzando per il Midi un futuro da polo del fumetto: «Per la sua potenza espressiva l’arte grafica può rappresentare un terreno di confronto culturale».

Ieri è stata inaugurata la mostra sulla Grande Guerra, raccontata attraverso giornali e fumetti d’epoca e tavole originali, ed è stato presentato il fumetto “Dimonios, la leggenda della Brigata Sassari”, di Bepi Vigna e Gildo Atzori. All’incontro era presente anche il colonnello Sechi, l’autore dell’inno della Brigata. Sui Diavoli Rossi Bepi Vigna ha raccontato diversi aneddoti: dalla conquista del trincerone sul Carso sotto il comando del maggiore Dessì Fulgheri, padre dell’autore di Paese d’Ombre, al mito del capitano Lussu: «Fu anche grazie a un evento terribile come la guerra e alle gesta della Brigata Sassari che i sardi presero coscienza di essere un popolo».

Maria Antonietta Cossu

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