Laconi, revocati i fondi per i corsi di musica
La Regione chiede la restituzione delle somme non impegnate. Polemiche in Comune
LACONI. I corsi di musica non vengono attivati e la Regione revoca il finanziamento.
È quando accaduto nella cittadina del Sarcidano alla quale l’Assessorato regionale della Pubblica Istruzione ha chiesto la restituzione dell’ accredito di 23.250 euro, pari all’80% del contributo assegnato per la Scuola civica di musica.
Il Comune aveva ricevuto il contributo per l’anno scolastico 2014/2015 ed aveva ottenuto la proroga per utilizzare le somme per il 2015 /16, ma le lezioni in programma non sono state attivate.
La Scuola intercomunale di musica della Sardegna Centrale è stata attivata sin dal 1999, con Laconi comune capofila, insieme ad altri 11 paesi.
Nel corso degli anni, alcuni comuni hanno deciso di non farne più parte, mentre altri hanno chiesto di poter aderire ad nuova aggregazione che vede Samugheo comune capofila. Sarebbero proprio le problematiche connesse alla ridefinizione della aggregazione dei comuni, la causa del mancato avvio delle attività.
«Non si comprende il ritardo nell’affrontare una questione che nel mese di febbraio 2015 aveva impegnato il sindaco Pisu e l’assessore Zaccheddu a chiedere un incontro urgente con l’assessore Firino per discutere i problemi e l’esigenza della scuola e del territorio». In tale circostanza l’assessore Zaccheddu, attuale Sindaco, rimarcava che «senza la scuola civica di musica i ragazzi sarebbero stati obbligati a frequentare le lezioni a Cagliari e Sassari, situazione impossibile data la lontananza e la giovanissima età degli allievi. Non si conoscono le motivazioni che hanno impedito la riorganizzazione del servizio in tempi utili per poter utilizzare il finanziamento avuto in proroga dalla Regione», dice Carlo Orgiu, capogruppo di Laconi bene comune.
Dello stesso avviso anche i consiglieri di Insieme per Laconi, che attaccano duramente il primo cittadino a cui chiedono conto delle ragioni della revoca del finanziamento.
«Per la prima volta, dopo 17 anni, viene revocato un contributo che non si è stato capaci di spendere nei tempi richiesti», commenta Simona Corongiu.
«Spiace constatare questa situazione – dice Giovanni Marini – assistiamo continuamente ai tagli e all’ impoverimento dei nostri territori e quando si ha un finanziamento, importante per la crescita dei nostri giovani, se ne dovrebbe fare buon uso, invece di doverlo restituire».
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