Arborea, autovelox illegittimo Sentenza della Cassazione
La Suprema corte ha accolto il ricorso contro il Comune di un automobilista multato nel 2008 È la prima pronuncia definitiva, ma in centinaia nel frattempo hanno impugnato le sanzioni
ARBOREA. Ora c’è la prima sentenza della Cassazione a stabilire l’illegittimità dell’autovelox collocato dall’amministrazione comunale di Arborea tra il 2008 e il 2012, anno in cui è stato rimosso. Non senza aver fatto prima un’autentica “strage”, a colpi di flash, di automobilisti immortalati oltre il limite consentito; e strage anche di punti di patente. In centinaia si erano rivolti al Giudice di pace di Terralba, e in 120, tutti in un colpo solo, avevano avuto ragione, vincendo la causa contro il Comune.
Ma mentre tanti procedimenti sono ancora in corso, e in alcuni casi il secondo grado che ha riformato la maxi sentenza del Giudice di pace, la pronuncia della Cassazione pone un punto fermo definitivo. I giudici della VI sezione, seconda subcommissione, hanno accolto il ricorso dell’avvocato Rossella Oppo per conto di un cittadino, Sergio Pischedda, che si era visto contestare una multa da 168 euro per eccesso di velocità, rilevato il 10 novembre 2008 lungo la Provinciale 49. I giudici hanno accolto uno dei quattro motivi di ricorso prospettati dall’avvocato Oppo, che sosteneva l’illegittimità del verbale della polizia municipale, che non riportava gli estremi del decreto prefettizio con cui si autorizzavano i vigili a rilevare la velocità con l’autovelox, e quindi a non procedere alla contestazione immediata della violazione. Questa stessa ragione era stata alla base della decisione del primo pronunciamento del Giudice di pace di Arborea, mentre il tribunale di Oristano, cui aveva presentato appello il Comune di Arborea, aveva ritenuto che non si trattasse di un vizio motivazionale ma puramente formale. Non solo, sempre secondo il tribunale, l’utente avrebbe potuto sanarlo facendo ricorso all’accesso agli atti. La Cassazione, che ha esaminato il caso il 19 luglio scorso, non è stata di questo avviso e ha stabilito che la mancata indicazione degli estremi del decreto prefettizio indica un vizio di motivazione, pregiudica il diritto della difesa e non è rimediabile nella fase eventuale di opposizione. La Cassazione ha anche condannato il Comune a pagare tutte le spese dei tre gradi di giudizio: una notizia che sarà sicuramente accolta con sollievo dell’automobilista, che si era visto condannare dal tribunale a pagare le spese di primo e secondo grado e aveva pure pagato, visto che il Comune aveva messo in esecuzione la sentenza.
C’è da dire che l’avvocato Oppo aveva indicato altre ragioni di illegittimità dell’apparecchi. Era fornito dalla Profject automation, che nel contratto stipulato con il Comune di Arborea aveva ottenuto una percentuale del 27,8 per cento sui proventi. In pratica, più multe si facevano, più la ditta guadagnava. Sempre la stessa ditta aveva tarato il macchinario, singolare caso di coincidenzatra controllore e controllato. La ditta è la stessa che ha fornito le telecamere installate a Oristano per verificare chi passa con il rosso in via Cagliari, via Gennargentu e Silì. Multe a raffica, e raffica di ricorsi. L’avvocato Rossella Oppo ha già presentato una richiesta di accesso agli atti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
