La Nuova Sardegna

Oristano

I barracelli si dimettono Regione sotto accusa

di Maria Antonietta Cossu
I barracelli si dimettono Regione sotto accusa

Paulilatino: abbandono in massa degli agenti rurali per i compensi esigui Campagne sguarnite. Il capitano: «Disconosciuta l’importanza del servizio»

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PAULILATINO. La polizia rurale di Paulilatino interrompe il servizio in polemica con la Regione e la politica dei tagli. I barracelli si sono dimessi in blocco due giorni fa e difficilmente torneranno sui loro passi. Sostengono che non esistono più le condizioni per operare con un margine di tranquillità economica. Il comprensorio rurale rischia di rimanere sguarnito e alla mercé degli abigeatari proprio nel periodo più delicato dell’anno, nel pieno della produzione degli agnelli, bersaglio privilgiato dei malviventi specializzati nelle razzie di bestiame. «È una decisione sofferta, ho anche cercato di temporeggiare proprio in considerazione del rischio dei furti, ma non si poteva fare altrimenti», ha dichiarato il capitano Giuseppe Caddeo, al suo terzo mandato. Il comandante della compagnia è l’unico rimasto in carica e ancora ieri sera era in giro a perlustrare le campagne. «Devo espletare le ultime pratiche prima dello scioglimento. Gli altri sessanta uomini hanno già rassegnato formalmente le dimissioni al sindaco e io farò altrettanto tra poco. La parola passerà al consiglio comunale ma difficilmente revocheremo la nostra decisione», ha spiegato Le camicie verdi rimproverano alla Regione di aver drasticamente ridotto i fondi trasferiti alle compagnie sarde a titolo di premio. La gratifica di 30mila euro concessa ai barracelli di Paulilatino nel 2014 è stata dimezzata l’anno dopo e ridotta a un quinto nel 2016 «Ultimamente sono stati stanziati appena seimila euro – ha riferito il capitano –. È evidente che non c’è alcun interesse a far andare avanti le compagnie barracellari quindi prima che ci facesse fuori la Regione ce ne siamo andati noi. Il contributo ordinario consta di una quota fissa di 5000 euro e di altri 300 per ogni componente. Questo deve essere impegnato nella gestione e nel funzionamento della compagnia e totalmente rendicontato. Lo stesso vale per i contributi comunali, perciò le uniche dotazioni finanziarie che i barracelli possono dividersi arrivava dalle premialità. Ma cosa resta di seimila euro a 61 componenti?». La polizia rurale rivendica dignità per il suo operato. «Non chiediamo uno stipendio – ha puntualizzato Giuseppe Caddeo –, ma semplicemente che il nostro lavoro venga riconosciuto. Le amministrazioni comunali ci sono sempre state vicine ma non possono fare miracoli. È la Regione che disconosce l’importanza del servizio che svolgiamo e a queste condizioni non possiamo più continuare e ho motivo di credere che la nostra decisione sortirà un effetto domino». Fino a due giorni fa il corpo di polizia rurale svolgeva il servizio di sorveglianza con una squadra fissa e quattro a rotazione su un territorio di 10.400 ettari attraverso 200 chilometri di strade asfaltate e sterrate. Nei soli due anni precedenti alla fondazione della compagnia si erano verificati 40 furti di mandrie e bestiame e con l’improvvisa cessazione di questa capillare attività di prevenzione si rischia una recrudescenza dell’abigeato.

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