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L’anno del punteruolo: strage di palme

L’anno del punteruolo: strage di palme

Bosa, il sindaco Mastino: «Stiamo cercando soluzioni alternative per rimpiazzare le piante»

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BOSA. Se più a est nel mondo il 2016 è l’anno della scimmia sicuramente nella città del Temo, volente ma soprattutto nolente, il segno del suo passaggio l’ha lasciato l'alieno e famelico Punteruolo rosso, riuscito in pochi mesi a mettere a segno una devastazione che neanche le più potenti folate di vento, in decenni di tempeste e trombe d’aria, avevano mai causato al verde pubblico cittadino. Decine le palme ridotte ad un ciuffo verde quando non abbattute infatti, con danni estetici rilevanti visto il conseguente mutamento di volto per vie e piazze dove da quasi mezzo secolo gli ornamentali ombrelli di foglie sempreverde svettavano maestosi, e soprattutto forieri di refrigerante ombra nei mesi estivi. Altre delle superstiti palme bosane andranno quindi presto radicalmente potate o tagliate, annuncia l’ennesima ordinanza del sindaco firmata nei giorni scorsi. «È un problema di sicurezza, considerati i precedenti, che dobbiamo assolutamente risolvere. Un problema anche economico, perché vanno reperite le risorse necessarie», spiega Luigi Mastino. Intanto i ceppi residui alle drastiche potature ed ai radicali tagli assumono in alcune piazze veste di ornamentale sede per plastici vasetti in similcotto, contenitori delle coreografiche Stelle di Natale posizionate nei giorni scorsi. «Si tratta di una soluzione ovviamente provvisoria. Una volta definita la potatura e taglio delle piante malate dovremo mettere mano a questo problema individuando le necessarie soluzioni» Non è improbabile che approdi ad uno scavo del tronco residuo in cui innestare nuovo verde, visto che rimuovere le radici in molti casi appare quantomeno problematico. Ad esempio nello scenario, sempre fotografato e foriero da anni di ritorno mediatico, del Lungotemo de Gasperi, di fronte ai palazzi che si specchiano sulla riva destra del Temo. Dove alla lunga teoria di palme si è sostituita oggi, post attacco del punteruolo e delle sue larve, una discontinua e antiestetica serie di isole vegetali. Quali piante sostituiranno le maestose chiome decimate dall’insetto che, dopo il periplo della Sardegna, è arrivato a Bosa? Il quesito quindi, tra l’altro dall’onere economico di non poco conto, quale che sia la strada da seguire. «Credo che sarà necessario prendere in considerazione una soluzione che preveda la posa di piante a foglie caduche, in modo da permettere nei mesi invernali il passaggio dei raggi del sole nel Lungotemo. Di certo non saranno riposizionate palme» anticipa per ora, in attesa di consulti tecnici e decisioni amministrative formali, il sindaco di Bosa. Le prime palme compaiono negli anni '60. «Comunque sempre dal grande fascino» rimarca Luigi Mastino, convinto che una volta passata la tempesta del Punteruolo, sul Lungotemo ci sarà da ragionare perché nella strada un tempo officina per le fatiche dei pescatori ed oggi attrazione turistica torni anche il verde.

Alessandro Farina

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