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L’arcivescovo e l’appello del Papa all’amore

ORISTANO. «L’anno giubilare della misericordia si chiude con attentati alla vita di persone innocenti e alle nostre tradizioni civili e religiose. Per molte persone si chiude senza casa, senza lavoro,...

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ORISTANO. «L’anno giubilare della misericordia si chiude con attentati alla vita di persone innocenti e alle nostre tradizioni civili e religiose. Per molte persone si chiude senza casa, senza lavoro, senza affetti. Non lasciamoci vincere dalla paura». Si è conclusa con questo appello l’omelia per la messa di ringraziamento dell’arcivescovo Ignazio Sanna, la sera dell’ultimo dell’anno.

Gran parte dell’omelia si è incentrata su un quesito: «Come abbiamo risposto alla nostra missione di cristiani chiamati alla santità?». Una domandaalla quale ogni credente può rispondere «nel segreto della sua coscienza con onestà e sincerità». Ma una domanda che offre, secondo l’arcivescovo, anche due ordini di risposte: «Un primo elemento di questa risposta è l’esame di quante volte abbiamo ringraziato il Signore per tutti i doni che abbiamo ricevuto». Un secondo elemento «lo fornisce l’invito di Papa Francesco a “non chiudere gli occhi davanti a Dio che ci guarda e dinanzi al prossimo che ci interpella. Apriamo gli occhi a Dio, purificando la vista del cuore dalle rappresentazioni ingannevoli e paurose, dal Dio della potenza e dei castighi, proiezione della superbia e del timore umani”».

L’arcivescovo ha insistito sulle parole di Papa Francesco: «Gesù - aggiunge il Papa - invita fermamente a non avere paura di fronte agli sconvolgimenti di ogni epoca, nemmeno di fronte alle prove più gravi e ingiuste. Egli chiede di perseverare nel bene e di porre piena fiducia in Dio». La conclusione è un invito all’amore, ancora più importante in tempi bui: «Si chiede il Papa: "Che cosa resta, che cosa ha valore nella vita, quali ricchezze non svaniscono? Sicuramente due: il Signore e il prossimo. Questi sono i beni più grandi, da amare. Tutto il resto, il cielo, la terra, le cose più belle, passano”».

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