Tendas salvo a metà con qualche aiuto dall’opposizione
Passano due dei quattro punti all’ordine del giorno Nella minoranza frizioni tra Solinas, Uras e Ledda
ORISTANO. Maggioranza salva a metà. Due debiti fuori bilancio passano le forche caudine di un’aula che rischiava di essere foriera di nuovi inciampi per via dell’assenza per motivi di salute di due consiglieri. Invece il San Silvestro della giunta Tendas, dal punto di vista delle ripercussioni, è stato meno traumatico di quel che poteva essere. Una o più mani tese dall’opposizione alla maggioranza hanno rimesso in equilibrio una parte della situazione. Ora bisognerà comunque fare qualche aggiustamento in corso d’opera nei prossimi mesi, ma non ci saranno troppi problemi per i conti del Comune, anche se una parte cospicua dei fondi di cui si parlava era legata all’assistenza sociale.
Le novità maggiori arrivano invece da una possibile lettura del quadro politico, perché sia tra i banchi della maggioranza sia tra quelli dell’opposizione più di qualcosa sembra essersi mosso e non nella direzione attesa o, forse, solamente più scontata. Intanto c’è da registrare la scelta del consigliere Mauro Solinas di lasciare l’aula togliendo parzialmente d’impiccio la maggioranza che ha così avuto un ostacolo e un voto contrario in meno. La decisione è stata presa per evitare un danno alla città che sarebbe conseguito da un voto negativo delle varie delibere presentate, ma non è stata accolta dai colleghi di opposizione nel migliore dei modi. Soprattutto da Giuliano Uras – in parte minore da Salvatore Ledda – sono arrivate critiche pesanti perché l’abbandono dell’aula da parte di Mauro Solinas, giustificato peraltro con motivazioni esclusivamente politiche per evitare un danno agli oristanesi, si è portato dietro anche l’astensione di Massimiliano Sanna e il voto a favore di Tonino Falconi, fatti che in un’occasione hanno consentito alla maggioranza di avere i numeri per salvare almeno in parte l’ordine del giorno.
D’altro canto l’assessore al Bilancio, Giuseppina Uda, non ha risparmiato critiche ai suoi compagni di giunta spiegando che il suo assessorato rischia di essere una sorta di parafulmine su aspetti che toccano da vicino altri assessorati. Bacchettate che non sono certo state accolte col sorriso dagli altri componenti dell’esecutivo Tendas.
Sembrano schermaglie politiche, forse sono qualcosa di più in vista del prossimo confronto elettorale. Certamente il dato di maggior rilievo arriva dal centrodestra, che difficilmente riuscirà a presentarsi compatto per tentare di ribaltare il risultato delle precedenti comunali. Ormai sembra chiaro che stiano emergendo divergenze che porteranno alla divisione delle forze che hanno fatto l’opposizione a Guido Tendas e che, del resto, non avevano fatto fronte comune nemmeno durante le scorse elezioni. In ballo c’è sempre l’ipotesi di un “grande” centro che ricomprenda anche l’Udc e chi come Gianvalerio Sanna aveva lasciato il Pd in totale disaccordo con le politiche portate avanti dal Partito Democratico, ma anche in questo caso alcuni veti come quello posto ai Riformatori sembrano avere un peso notevole. Forse è per questo che da qualche giorno, più d’uno, inizia a guardare con attenzione verso l’aggregazione tra Pd, Upc e Pds.
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