La Nuova Sardegna

Oristano

Unione dei Comuni, nel Terralbese il modello funziona

di Roberto Petretto
Unione dei Comuni, nel Terralbese il modello funziona

Il presidente Andrea Santucciu succede a Manuela Pintus «La scelta è intelligente, ma bisogna darle gambe e forza»

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MARRUBIU. Da Manuela Pintus a Andrea Santucciu: l’Unione dei Comuni del Terralbese cambia il presidente, ma mantiene la linea “verde”, mantenendo alla guida dell’organismo un sindaco giovane. Santucciu era già stato presidente nel 2012.

«Allora ero stato eletto sindaco da appena sei mesi. Affrontai l’impegno con un po’ di timori - dice -. Oggi il mio stato d’animo è completamente diverso. Mi pongo davanti all’impegno con entusiasmo e voglia di fare. È una sfida importante quella di guidare un ente sul quale scommettono tanto sia lo Stato che la Regione».

L’Unione dei Comuni del Terralbese si è sinora distinta come una delle più dinamiche e attive: «C’è da dire che mettere d’accordo solo cinque sindaci è più semplice che metterne d’accordo 32. Basta vedere le difficoltà di un organismo come il Plus, e lo dico senza alcuna polemica. La nostra fortuna è quella di mettere insieme cinque Comuni di una certa dimensione, in primis Terralba, che hanno peraltro esigenze simili che si integrano bene».

La Legge Delrio e la riforma degli enti locali varata dalla Regione spingono molto nella direzione della collaborazione e dell’accorpamento di servizi tra Comuni. È veramente la strada giusta? Per Santucciu la scelta è «intelligente», ma bisogna «dare gambe e forza alle Unioni».

C’è un problema di risorse e un problema di forza lavoro: «Dobbiamo pensare al personale da destinare al funzionamento dell’Unione - dice ancora Andrea Santucciu -. O investendo sull’un per cento del personale in organico, o ricorrendo a delle convenzioni a progetto».

Insomma, sulla carta l’idea di accorpare servizi per ridurre i costi può essere giusta e utile, ma ne percorso di attuazione si perde qualcosa: non si capisce bene con quali risorse e con quale personale si debbano adempiere i compiti stabiliti.

All’Unione del Terralbese non si perdono però d’animo e credono che dalle novità possano nascere delle opportunità.

«Gli obiettivi immediati sono abbastanza chiari - dice il presidente Santucciu -. Puntare sulla programmazione europea, creare uno sportello europeo per accedere ai finanziamenti comunitari. E poi dare vita alla Centrale unica di committenza per razionalizzare le spese. E poi dovremo presentare la progettazione integrata».

Insomma, per Andrea Santucciu la strada tracciata è giusta, anche se sono necessari interventi correttivi: «L’Unione può essere uno strumento importante». Dalle parti di Terralba, Marrubiu, Arborea, Uras e San Nicolò Arcidano credono che dalla collaborazione possano venir fuori delle opportunità nuove e dei risparmi. Cosa che, in questi tempi di ristrettezze economiche per gli enti locali, non è cosa di poco conto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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