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Oristano

Travolto e ucciso a Riola, l’investitore su Facebook: «Non sono un bastardo»

La Bmw che ha investito Giovanni Antonio Pinna col parabrezza in fratumi
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La Bmw che ha investito Giovanni Antonio Pinna col parabrezza in fratumi

Il ragazzo spiega con un post sul social network: «Sono scappato perché mi sono spaventato»

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RIOLA SARDO. Un post su Facebook per raccontare cos’è successo. Un punto di vista diverso.

Michael Caboni lascia sul social il suo pensiero, quasi uno sfogo e, in buona parte anche una discolpa: «Ho investito questo pover’uomo e mi piange il cuore come fosse mio padre. Non stavo correndo, me lo sono trovato davanti tutto in una volta con il mio Bmw 520 senza controlli. Come ho toccato i freni la macchina è andata dritta e l’ho preso in pieno. Non si vedeva nulla, perché le macchine di fronte a me avevano i fari alti e questo pover’uomo non era sulle strisce pedonali perché mi è sbucato di punto in bianco davanti e non ho potuto fare nulla per evitarlo. Sono scappato perché mi sono spaventato e non auguro a nessuno di provare ciò che sto provando. Se volete saperlo, tante cose che non scrivono i giornalisti, sono andato a costituirmi quindici minuti dopo. Perciò, cari signori e signore, prima di prendere da bastardo un ragazzo come me che purtroppo si è trovato in questa situazione, vi invito (e non vi auguro) a trovarvi nella mia situazione. Poi potreste parlare. Non ho niente altro da dire, solamente che sono un ragazzo giovane e mi rimarrà a vita questo signore».

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Parole ripetute anche agli inquirenti che ora pesano la versione dei fatti, in parte differente rispetto a quella che sarebbe emersa dalle prime indagini.

Per Michael Caboni intanto è arrivato anche il sostegno di tanti amici che hanno inviato messaggi di vicinanza, ma di certo non hanno trovato gradimento tra i familiari della povera vittima.

La salma di Giovanni Antonio Pinna si trova ancora in ospedale quasi irriconoscibile per via dei traumi subiti nell’incidente. Alle 10.30 del 4 gennaio verrà eseguita la perizia del medico legale, poi il corpo sarà restituito ai familiari per il rito funebre. Credevano di aver passato tanti altri giorni con il loro caro, invece hanno fatto appena in tempo a salutarlo per l’ultima volta. Giovanni Antonio Pinna godeva ancora di ottima salute, tanto che proprio lunedì aveva trascorso la giornata con uno dei figli in campagna, tra le piante del suo orto. (e.c.)

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