In silenzio verso il cimitero
Tanti compaesani si sono stretti attorno ai familiari della vittima
RIOLA SARDO. Silenzio e lacrime. C’è voglia di lasciarsi alle spalle questi tre giorni terribili e il momento del funerale di Giovanni Antonio Pinna diventa quasi una liberazione per i suoi familiari. La mattina di ieri chiusa con l’arresto del suo investitore ha dato quella risposta che chiedevano a gran voce già dal giorno precedente quando, attraverso l’avvocato Filippo Cogotti, avevano espresso i propri dubbi sul fatto che Michael Caboni non fosse finito in carcere sulla base delle norme della nuova legge sull’omicidio stradale.
Ieri però tutto è cambiato in poche ore e forse anche un pizzico di serenità in più è stato riacquistato dopo le terribili ore seguite alla morte del loro caro.
A fianco ai familiari, durante il funerale celebrato dal parroco don Antioco Ledda, c’erano tantissime persone del paese che poi, in una marcia silenziosa, hanno accompagnato la salma al cimitero. Si chiude un capitolo, altri dolorosi non tarderanno ad arrivare perché l’inchiesta va avanti e con sè porterà a breve novità. Lunedì mattina è stato infatti fissato l’interrogatorio di garanzia di fronte al giudice per le indagini preliminari. Michael Caboni, assistito dall’avvocato Sara Ghiani, dovrà scegliere se rispondere alle domande del giudice oppure no. Di certo la sua posizione non è semplice perché la norma è severissima e anche la possibilità di finire ai domiciliari non è agevole.
La difesa ha poi da fare i conti con altre due questioni da non sottovalutare: la prima è l’arresto della scorsa estate, quando Michael Caboni fu fermato ad un controllo e gli furono trovati nell’auto, la stessa dell’incidente 50 grammi di cocaina. E con la cocaina Michael Caboni ha avuto problemi anche negli ultimi tempi, vista la sua positività all’esame effettuato lunedì sera. Non significa automaticamente che l’abbia assunta nell’immediatezza dell’incidente, ma è un altro elemento molto pesante. (e.c.)
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