Dopo il rogo del 2 luglio resta solo la solidarietà
Accuse alla Regione a sei mesi dall’incendio che ha distrutto decine di aziende Pubblicato solo il bando per gli aiuti de minimis non ancora distribuiti
SEDILO. Sedilo ha scoperto il volto della Sardegna solidale due volte. La prima è stata sei mesi fa con la mobilitazione a favore delle aziende colpite dall’incendio, l’ultima risale a due giorni fa, quando gli artefici di quello straordinario slancio di generosità collettiva si sono materializzati sotto gli occhi degli allevatori e dei promotori della cena sociale organizzata in segno di riconoscenza per gli aiuti ricevuti durante l’emergenza.
Al convivio hanno partecipato circa 250 persone di diversa provenienza: Sud Sardegna, Barbagia e Sassarese. Tra i tavoli imbanditi della sede parrocchiale hanno preso posto allevatori, autotrasportatori e una folta rappresentativa del Club camperisti sardi, che ha trascorso in paese il ponte dell’Epifania. L’associazione aveva risposto con una consistente donazione di foraggio all’appello lanciato per mettere i pastori rimasti senza pascolo nelle condizioni di approvvigionare il bestiame.
Le difficoltà di quei momenti e i problemi conseguenti hanno tenuto banco nelle conversazioni ai tavoli, dove per tutta la serata si è respirato un clima conviviale e familiare. Il vicepresidente del club, Salvatore Palma, ha rimarcato il carattere solidale della Sardegna, salvifico per le comunità sconvolte dalle calamità. Concetto ripreso da chi si è trovato dall’altra parte della barricata, che ha rimarcato come l’aiuto ricevuto abbia rappresentato per la categoria una grande iniezione di fiducia.
I problemi legati al mondo della campagna hanno tenuto banco nei discorsi dei commensali. Il crollo del prezzo degli agnelli e la svalutazione del latte hanno inflazionato molte conversazioni tra una portata e l’altra. Ragionamenti che hanno condotto sino alla proposta di ritrovarsi per promuovere iniziative collettive di protesta contro «Gli industriali che fanno cartello e una classe politica regionale che non reagisce».
Non l’unico rilievo mosso alla Regione, rea secondo i presenti, di aver ignorato il grido d’aiuto degli allevatori danneggiati dal rogo del 2 luglio. Una pecca evidenziata anche dal consigliere Salvatore Pes, che nei giorni dell’emergenza aveva usato toni molto critici nei confronti delle autorità istituzionali. «A oggi la Regione ha fatto molto poco, se non il bando, non ancora uscito per la concessione di aiuti de minimis di 15mila euro in tre anni alle aziende che hanno subito danni dagli incendi del 2015 e del 2016. Riduttivo – ha sentenziato l’amministratore –. A Sedilo ci sono ancora pastori che per ragioni economiche non sono riusciti a ripristinare le recinzioni crollate, con conseguenti rischi sul piano della tranquillità sociale e della sicurezza stradale dovuti agli sconfinamenti degli animali».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
