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Oristano

Sant’Antonio e Santa Croce speranze per la riapertura

di Alessandro Farina
Sant’Antonio e Santa Croce speranze per la riapertura

Bosa, il sindaco Mastino ha segnalato alla Soprintendenza i problemi strutturali Arrivano segnali positivi: un intervento renderebbe di nuovi agibili le due chiese

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BOSA. La città del Temo annovera nel suo patrimonio artistico una serie di beni di proprietà dello Stato o ecclesiali che fanno parte della storia religiosa della città. Templi fulcro di celebrazioni peculiari come la festa di Sant’Antonio, il cui grande fuoco votivo viene allestito a pochi passi dal fiume Temo, o la Settimana Santa, che annovera ad esempio la processione di Sos Misterios il martedì Santo, con base proprio la chiesa di Santa Croce a due passi da piazza Fontana. Templi non sempre al top per staticità e condizioni generali, tanto che la chiesa di Sant’Antonio, è chiusa al culto da due anni, mentre in quella di Santa Croce si combatte una decennale battaglia contro le infiltrazioni dell’acqua piovana, che filtra dal tetto e danneggia sempre più irrimediabilmente i dipinti fissati sulla volta dalle pennellate di Emilio Scherer. «Situazioni che teniamo strettamente sotto controllo e sulle quali abbiamo interessato la Soprintendenza di Cagliari, anche attraverso una missiva di sollecitazione inviata solo qualche giorno fa. Devo però dire che dall’ente di tutela arrivano segnali positivi e speriamo di poter vedere al più presto decollare gli interventi necessari», dice il sindaco Luigi Mastino. «Per la chiesa di Sant’Antonio sono necessari importanti e costosi lavori sulla staticità dell’edificio, oggi messo in sicurezza con impalcature che impediscono però l’accesso ai fedeli. Mentre per quanto riguarda la chiesa di Santa Croce occorre provvedere alla coibentazione del tetto. Ripeto, la nostra attenzione è massima, la Soprintendenza si sta interessando, speriamo in soluzioni positive più presto possibile» aggiunge Mastino. Novità forse imminenti invece potrebbero esserci per quanto riguarda lo storico orologio che campeggia sulla facciata della chiesa del Rosario, al centro del Corso, da tempo immemorabile fermo. «Nei giorni scorsi abbiamo eseguito una verifica insieme all’architetto Montinari, seguita a pochi giorni dalla richiesta da noi inoltrata alla Soprintendenza, segno che evidentemente c’è un interesse concreto al problema. Adesso occorre trovare formula e modalità organizzativa per un intervento, da porre in essere insieme ad alcuni operatori che hanno offerto il loro contributo». Notizie positive anche per la chiesa di Santa Maria degli Angeli ai Cappuccini. Il tempio infatti è chiuso al culto e la parrocchia del Sacro Cuore ha avanzato la proposta di utilizzarlo per le funzioni religiose. La domanda è stata accolta positivamente sia dal Comune che dal ministero degli Interni, che ne ha la proprietà. Salvo però la necessità di effettuare prima dei lavori di messa in sicurezza. La scorsa settimana la Soprintendenza ha annunciato che è pronto il necessario progetto, mentre dal Comune «A breve andranno in appalto i lavori per l’esecuzione delle opere», conclude Mastino.

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