La Nuova Sardegna

Oristano

Sì alla Ivi in versione leggera

di Enrico Carta

La Regione disegna il progetto turistico per Torregrande prima della “Via”

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ORISTANO. Una discesa libera o uno slalom speciale? I paletti imposti dalla Regione sembrano tantissimi, ma nelle stanze della Ivi si respira l’ottimismo di chi ormai è a un passo dal traguardo. Una deviazione in più o in meno rispetto al percorso previsto non sembra impensierire gli autori del progetto turistico immobiliare per Torregrande. Di fronte a sé resta solo la Valutazione d’impatto ambientale.

Quanto era stato detto al termine della riunione per la procedura di scoping, ora trova conferme scritte e la validità di un documento ufficiale dell’assessorato regionale all’Ambiente che parte da un punto fermo: tra le due opzioni presentate dalla Ivi è accoglibile la seconda ovvero quella in forma «leggera».

È la stessa direzione regionale dell’assessorato a chiarire quali saranno i paletti entro i quali dovrà snodarsi il percorso che porterà all’approvazione definitiva del progetto. Ovviamente, in sede di Valutazione d’impatto ambientale, quel progetto e quelle prescrizioni dovranno essere già definitive perché altrimenti la bocciatura sarà dietro l’angolo. Alla Ivi non si preoccupano perché è un passo che è già stato fatto preventivamente e che ora diventerà ufficiale. E allora in cosa consistono i dettami della Regione? Innanzitutto dovrà esserci la preannunciata riduzione della volumetria che passa da 93mila a 76mila metri cubi con in più lo spostamento di questi nell’area retrodunale, naturalmente in compatibilità con le normative regionali.

Servono quindi dati certi e definitivi sulla bonifica dei terreni già in corso e su quella che deve ancora essere portata avanti. Serve un chiarimento sui tempi della realizzazione dell’intervento. Ma nell’elenco vanno aggiunti tanti altri aspetti come le analisi tra costi e benefici che valutino i vantaggi economici, le ricadute sociali sul territorio e i riflessi sull’ambiente. Stretto sarà anche il recinto nel quale muoversi per la nascita dei campi da golf, in particolare per l’impatto che avranno sulle risorse idriche e sulla vegetazione che dovrà essere interamente compensata. Serve poi una stima del fabbisogno di acqua sia per uso irriguo sia per quello potabile. Particolare attenzione viene richiesta anche alla questione dei consumi energetici e addirittura alle architetture dell’intero complesso. È stato chiesto di prediligere la linearità, la semplicità e il colore bianco per gli esterni. In più, data la vicinanza con insediamenti industriali, diventa necessario anche valutare l’impatto che questi hanno sulla salute. Dal Corpo Forestale sono invece arrivate le indicazioni per gli interventi sulla vegetazione e sulle zone dunali, viabilità pedonale compresa. Nulla che, in fondo, non sia già stato contemplato. Ora si passa davvero dalla VIA.

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