La Nuova Sardegna

Oristano

Il Teatro Deledda all’asta, si lavora per scongiurarla

di Maria Antonietta Cossu
Il Teatro Deledda all’asta, si lavora per scongiurarla

Paulilatino, la compagnia Teatro Instabile sta trattando la rateazione del debito Il fondatore Sicurella: vogliamo salvare 12 posti di lavoro e un progetto culturale

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PAULILATINO. La prima al Deledda di Inferno Novecento ha aperto ufficialmente la stagione di prosa. Lo spettacolo inaugurale del cartellone messo a punto dal Cedac Sardegna in collaborazione con il Teatro Instabile ha attratto un buon numero di spettatori e suscitato il loro gradimento. Il consenso riscosso all’ouverture potrebbe rappresentare un buon viatico per il prosieguo della stagione e un segnale incoraggiante per il futuro del teatro, che sta attraversando un momento critico. L’immobile di proprietà della compagnia locale è stato messo all’asta per l’impossibilità di coprire le rate del mutuo bancario. Le difficoltà sopraggiunte nel tempo hanno impedito al Teatro Instabile di adempiere ai suoi impegni con l’istituto di credito e a un certo punto il pignoramento dell’immobile è stato inevitabile. La gara di dicembre è andata deserta e una seconda si terrà ad aprile. Ma da qualche tempo si respira un clima di maggior ottimismo negli ambienti della compagnia, che sta battendo più strade per raggiungere un compromesso con l’ istituto creditizio. «Contiamo di risolvere il problema nel giro di due mesi – ha affermato il fondatore, regista e attore dell’associazione, Aldo Sicurella –. Siamo in trattative con la banca per rateizzare il debito e confidiamo nella possibilità di chiudere l’accordo». In ballo c’è la storia decennale di una realtà che si è ritagliata uno spazio nel panorama della cultura isolana diventando punto di riferimento per il territorio del Centro Sardegna, ma c’è anche l’aspetto umano e sociale di un gruppo che dal lavoro dietro e davanti le quinte trae sostentamento. Le difficoltà economiche della compagnia hanno avuto ripercussioni anche sulla condizione dei lavoratori, che attendono il pagamento degli arretrati. «Ci sono dodici dipendenti che voglio mantengano il posto di lavoro, questa è la cosa più importante –, ha detto Sicurella–. Poi c’è un progetto culturale che non si può buttare via. Per questo stiamo chiedendo l’attenzione della politica e dell’imprenditoria». L’avventura del Teatro Instabile cominciò nel 2000 con l’acquisizione dei locali della Curia. Pochi anni dopo furono avviati i lavori di ristrutturazione. Sulla riconversione furono investiti un milione e 700mila euro. Per sostenere quella spesa l’associazione utilizzò risorse proprie e accese un mutuo di 900mila euro; altri 200mila arrivarono sotto forma di contributi pubblici. «Per i primi sette anni abbiamo pagato regolarmente le rate ma poi sono subentrate le difficoltà. Dal 2010 al 2016 la Regione ha dimezzato i fondi e non siamo più stati in grado di adempiere agli impegni"» ha raccontato Aldo Sicurella, che però adesso guarda con maggior fiducia al futuro.

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