Il procuratore: «Sull’amianto inchieste coperte dal segreto»
ORISTANO. «La procura della Repubblica è tutt’altro che immobile. Le inchieste vanno avanti, ma al momento, sono coperte dal segreto istruttorio. È per questo motivo che non possiamo comunicare nulla...
ORISTANO. «La procura della Repubblica è tutt’altro che immobile. Le inchieste vanno avanti, ma al momento, sono coperte dal segreto istruttorio. È per questo motivo che non possiamo comunicare nulla all’esterno».
Ezio Domenico Basso, procuratore capo al Tribunale di Oristano, interviene dopo la lettera aperta che il presidente dell’ Associazione ex esposti amianto, Giampaolo Lilliu, ha inviato alle istituzioni, ad esempio i Comuni, denunciando ritardi nelle bonifiche delle discariche abusive di eternit sparse sul territorio, ma anche per lanciare un appello affinchè si faccia luce sui tanti casi di decessi nel territorio che potrebbero essere collegati alla presenza del pericoloso materiale. Lilliu infatti, segnalava come da cinque anni l’associazione fosse in attesa di conoscere l’esito dell’esposto che era stato presentato alla Procura «in merito alle eventuali responsabilità ricadenti sugli ex proprietari dei due stabilimenti, CeMa Sarda di Marrubiu e Sardit di Oristano. Stabilimenti - si legge ancora – che negli anni hanno causato decine di morti, con le famiglie delle vittime dei lavoratori ex esposti che ad oggi attendono risposte e giustizia».
La replica del procuratore è netta: «Al momento non possiamo far conoscere l’esito delle inchieste che sono state aperte. È una fase delicata delle indagini i cui esiti, solo a conclusione, potranno essere resi pubblici». Basso sottolinea: «La procura non agisce così per inerzia: abbiamo doveri e regole da rispettare, fra cui, garantire la segretezza delle indagini».
Inchiesta che va avanti, dunque, su una vicenda delicatissima e complessa che, come sempre in questi casi, le indagini hanno comportato la necessità di incaricare tecnici e svolgere esami ed analisi. «Sul cui esito però – ha concluso Basso – allo stato attuale vige il segreto istruttorio».
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