Oristano: una lite in famiglia non giustifica l'evasione dai domiciliari
Una sentenza della corte di Cassazione respinge il ricorso di un giovane di Mogoro che era stato sopreso fuori dall'abitazione
ORISTANO. Non avevano creduto a quella giustificazione i giudici di primo grado del tribunale di Oristano. Né quelli della corte d’Appello di Cagliari. La vicenda di un giovane di Mogoro è approdata ora a conclusione: anche i giudici della Corte di Cassazione hanno ritenuto che la convivenza intollerabile con la propria madre non sia una buona ragione per evadere dagli arresti domiciliari.
Il condannato aveva in realtà fornito delle versioni differenti ai carabinieri della locale stazione che lo avevano sorpreso al di fuori della casa «intento a conversare con la fidanzata», dove sarebbe dovuto restare agli arresti domiciliari. L’ultima: una “rissa” tra familiari «tale da rendere intollerabile - si legge nella sentenza della Corte di Cassazione - la prosecuzione della convivenza». Circostanza che per i giudici «non è stata provata». In quel caso, ad ogni modo, la persona ai domiciliari avrebbe dovuto tenere una condotta differente.
C’è infatti un principio espresso in passato dalla Corte di Cassazione: «deve ritenersi insussistente il dolo nella condotta di colui che, trovandosi agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, se ne allontani per recarsi, per la via più diretta, alla stazione dei carabinieri, a causa di una situazione di convivenza con i familiari per lui insostenibile». Il ragazzo è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di duemila euro in favore della cassa delle ammende.
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