La Provincia attacca: «Dal Consorzio Uno un anno di silenzi»
L’amministratore Torrente contro il presidente Sanna: «Ha sempre chiuso la porta a eventuali soluzioni»
ORISTANO. Non ci sta a passare per il cattivo della situazione: e così l’amministratore straordinario della Provincia, Massimo Torrente contrattacca e chiama in causa il presidente del Consorzio uno, Gianvalerio Sanna. «L’atto di diffida inviato al Consorzio Uno è stato un atto dovuto conseguente a obblighi di natura contabile - scrive Torrente - ma assume soprattutto un carattere provocatorio dopo i ripetuti atteggiamenti non collaborativi, per più di un anno tenuti dal presidente del Consorzio, Gianvalerio Sanna, che ha sempre chiuso la porta a eventuali soluzioni, anche unitamente alla Provincia, affinché venisse stipulato un contratto di locazione ad un costo non meramente simbolico».
Secondo Torrente «strumentalizzare la richiesta della Provincia per farla considerare, agli occhi degli studenti e dei cittadini oristanesi, causa di chiusura dell’Università, è un messaggio fuorviante che non corrisponde agli interessi della stessa Provincia, che ha sempre considerato l’Università di Oristano un presidio culturale strategico per il proprio territorio».
Al di là degli scambi di accuse, l’amministratore della Provincia lancia un messaggio positivo e rassicura tutti gli oristanesi: «Non sarà certo un canone non pagato a decretare la fine del polo universitario oristanese, nato proprio su impulso della Provincia di Oristano».
Ci sono disposizioni di legge che obbligano gli amministratori pubblici a non provocare un danno alle casse degli enti amministrati: per questo Torrente ricorda che «le conseguenze di un diverso comportamento di fronte alla Corte dei Conti sarebbero certe e costituirebbero un danno verso altri cittadini che si aspettano dall'Ente la garanzia di altri servizi fondamentali, di competenza propria della Provincia».
«Se non si vuol tener conto di queste implicazioni - ribadisce l'amministratore - così come sinora è stato fatto da parte del Consorzio Uno, significa non voler risolvere il problema, che non è di natura politica, ma giuridica. Per oltre un anno e mezzo la Provincia ha cercato di trovare una soluzione con il presidente del Consorzio Uno, ottenendo in risposta solo prese di posizione non collaborative a fronte di richieste di incontri nell'interesse comune».
Massimo Torrente sostiene che «è stato questo atteggiamento ostile che ha portato l’amministrazione provinciale ad emettere l'atto di diffida, così da far emergere il problema e trovare una soluzione, nel rispetto dei diversi ruoli e con spirito collaborativo».
Non manca un riferimento alla situazione complessiva dell’ente: «La Provincia in questi ultimi anni è stata delegittimata e obbligata, da leggi e soprattutto dal prelievo forzoso delle proprie risorse, ad abbandonare compiti che non le competono, limitandosi a svolgere le proprie funzioni fondamentali. L'atto di diffida è una diretta conseguenza di ciò, con la situazione paradossale che la Provincia deve ancora una volta farsi carico, da sola e unica tra i soci pubblici e privati, di un problema che avrebbe dovuto essere, invece, di tutti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google