Lite tra familiari, in tre a processo
Padre e due figli sono accusati di lesioni e danneggiamento
BONARCADO. L’eredità non è solo una trasmissione televisiva. Se si parla di essa in tribunale, significa che qualcosa non è andato per il verso giusto. Se poi si finisce nell’aula in cui si discutono i processi penali significa poi che la situazione è degenerata. Il giudice monocratico Elisa Marras ha ascoltato ieri la deposizione di Antonio Angelo Corrias, parte offesa del procedimento in cui sono imputati il fratello Francesco e i nipoti Gian Cosimo ed Emanuele. L’accusa è di lesioni e danneggiamento e risale al marzo del 2015, quando Antonio Angelo Corrias richiese l’intervento dei carabinieri. Come ha raccontato in aula, fu aggredito dal fratello e dai nipoti che gli avrebbero bloccato la macchina in una strada di campagna e poi l’avrebbero trascinato fuori dalla vettura dopo aver rotto a pietrate i vetri e ammaccato la carrozzeria con una serie di colpi di roncola.
Non sarebbe però finita qui, perché una volta fuori dall’abitacolo Antonio Angelo Corrias sarebbe anche stato preso a botte e colpito con la stessa roncola, ma fortunatamente non dalla parte in cui l’arnese è tagliente. La denuncia fu immediata, ma non fu la sola. Anche il fratello Francesco ne presentò a sua volta una di segno opposto e con accuse ribaltate che ancora sono in fase d’indagine. Proprio questa querela è entrata a far parte ieri del fascicolo d’udienza per essere valutata assieme agli altri atti a disposizione ora del giudice.
Concluse le audizioni dei testimoni, il pubblico ministero Giuseppe Scarpa e gli avvocati difensori Gianfranco Siuni, Gesuino Loi e Alessio Alias si apprestano a concludere il processo. La discussione è stata fissata per il 28 aprile, giorno in cui arriverà anche la sentenza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google