Cattedra all’Othoca insegnante la ottiene grazie al giudice
Docente di matematica vince il ricorso per l’assegnazione Ciulu (Gilda): costretti alle vie legali per un diritto
ORISTANO. Quando la “buona scuola” si attorciglia attorno ai cavilli, succede che per ottenere ragione ci si debba rivolgere a un giudice. È quel che ha fatto un docente di matematica e fisica di Oristano, che si è visto assegnare la cattedra da lui scelta dal giudice del lavoro del tribunale di Oristano.
L’insegnante, vincitore del concorso per l’anno scolastico in corso, al momento dell’immissione in ruolo aveva chiesto la cattedra all’Istituto industriale Othoca della città. Non era un desiderio campato per aria: quella cattedra figurava nell’elenco dei posti disponibili pubblicato sia dall’Ufficio scolastico provinciale che da quello regionale. E infatti quell’elenco faceva bella mostra di sè anche a Elmas, quando, a settembre, l’insegnante era stato convocato per la scelta della destinazione.
Ma alla sua richiesta, aveva dovuto fare i conti con una sorpresa. «Quella cattedra non è più disponibile, deve scegliere un’altra destinazione», gli era stato detto. Come, non disponibile? Il fatto è, gli avevano spiegato, che il posto all’Othoca di Oristano era stato reso disponibile a seguito di una conciliazione, e di conseguenza per il Ministero non era assegnabile.
L’insegnante non si è perso d’animo. Ha optato per una cattedra a Sassari – pena la decadenza dall’immissione in ruolo – e si è disposto a preparare le valigie, da una parte, e dall’altra il ricorso, assistito dal sindacato Gilda di Oristano e dall’avvocato Robert Sanna.
Il ricorso è stato proposto con carattere d’urgenza davanti al giudice del lavoro di Oristano, Antonio Angioni: ieri mattina il giudice si è pronunciato – seppure nella fase cautelare – e ha dato ragione all’insegnante. «Abbiamo eccepito la contraddittorietà del Ministero; la legge 107 prevede che si possano impegnare le sedi disponibili o che si rendano disponibili nel triennio e questa lo era». Soddisfatto anche Pino Ciulu, che non esita a definire la legge 107 della “malascuola”: «Ci chiediamo se il cittadino debba essere costretto a intraprendere la difficile strada dei tribunali, a spendere e ad aspettare mesi per vedersi riconosciuto il buon diritto che era chiaro fin da subito».
Intanto, in attesa del pronunciamento di merito, l’insegnante ha già chiesto il risarcimento delle spese sostenute per il trasferimento a Sassari.
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