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i primi atti

Interrogatori, i quattro di Massama in silenzio

ORISTANO. Loquaci al telefono, silenziosi quanto mai di fronte al giudice. Ieri mattina quattro dei sei arrestati nell’inchiesta Barbagia hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Un...

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ORISTANO. Loquaci al telefono, silenziosi quanto mai di fronte al giudice. Ieri mattina quattro dei sei arrestati nell’inchiesta Barbagia hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Un giorno per leggere l’ordinanza e parlare con gli avvocati li ha convinti della necessità di evitare ogni risposta alle eventuali domande che il giudice per le indagini preliminari Annie Cecile Pinello, la stessa che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare, avrebbe potuto fare loro. I quattro finiti nel carcere di Massama, ovvero Gabriele Madeddu, Pietro Fois, Federico Solinas e Roddy Cera – sono difesi dagli avvocati Andrea D’Andrea, Rossella Oppo, Gianfranco Meloni e Samantha Baglieri – si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, per cui il loro interrogatorio è diventato una pura formalità.

Oggi e domani, tramite rogatoria, verranno eseguiti gli interrogatori per i due desulesi: Roberto Zanda attende il giudice nel carcere di Uta, mentre Samuel Pietro Liori lo farà in una cella del carcere di Badu ’e Carrus. Resta solo da scoprire se si adegueranno al resto della truppa oppure se il loro avvocato Riccardo Floris sceglierà strategie differenti.

Intanto dall’ordinanza stessa emergono vari dettagli sull’operazione e in particolare che, a breve o comunque nel momento in cui l’inchiesta sarà formalmente conclusa, arriverà un’infornata di denunce che riguardano episodi più marginali dello spaccio di stupefacenti. I piccoli dettaglianti operavano soprattutto nella zona di San Nicolò Arcidano e, anche in questo caso slegati tra di loro. A fare da tramite sarebbe quindi stato proprio Roddy Cera. Ma anche dalle zone in cui operavano gli altri protagonisti della vicenda salterà fuori qualche altro nome tra cui quello di qualche ragazza. Piccoli spacciatori a loro volta, ma forse ancor più consumatori abituali di droga che della cessione dello stupefacente facevano quasi una necessità per coprire le proprie spese. (e.c.)

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