Requiem per il Patto Territoriale, restano le cose fatte
ORISTANO. Dopo 28 anni vissuti con alterne fortune, il Patto territoriale di Oristano ha cessato definitivamente di esistere il 31 dicembre scorso, come previsto dall'Assemblea generale dei soci...
ORISTANO. Dopo 28 anni vissuti con alterne fortune, il Patto territoriale di Oristano ha cessato definitivamente di esistere il 31 dicembre scorso, come previsto dall'Assemblea generale dei soci pubblici e privati, la Provincia in primo luogo, che due anni fa ne deliberò la messa in liquidazione affidando il compito di accompagnarla fino all'ultimo atto al commercialista oristanese Remigio Sequi.
Che qualche giorno fa, non a caso nell'aula consiliare della Provincia, ha tirato le somme del suo mandato, che in sostanza era quello di “mantenere nel territorio”, e cioè spendere fino all'ultimo soldo, i fondi ministeriali rimasti in cassa. Operazione compiuta. «Il Patto Territoriale ormai è solo un ricordo ma rimangono sul territorio molti dei servizi avviati e dei risultati realizzati a favore delle Pubbliche amministrazioni, delle imprese, dei professionisti e della collettività». Se l'obiettivo di promuovere lo sviluppo socio economico e occupazionale del territorio indicato nell'atto di nascita del 1988 sia stato raggiunto o meno sarà oggetto forse di discussione in futuro. Per l'evento finale ospitato nell'aula consiliare della Provincia, il liquidatore ha preferito restringere l'orizzonte ai due anni del suo mandato puntando l'obiettivo su dieci progetti che hanno riguardato in particolare i settori del turismo, dell'alta formazione, della informazione e della comunicazione. Tra i più rilevanti i progetti Destinazione Oristano, Alberghi diffusi e Turismo 2030: Gli ultimi: il progetto Sartiglia, il Progetto Museo Diocesano, la Campagna pubblicitaria nell'aeroporto di Elmas che proseguirà per tutto il 2017 e il progetto Digiteca.
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