Canale di S’Aladerru, il Comune frena ma l’iter non si ferma
Bosa, la maggioranza non è riuscita a annullare la delibera Quindi la procedura formale del progetto va avanti
BOSA. Prosegue l’iter del progetto che prevede la costruzione del nuovo canale di S’Aladerru, alla periferia Nord-Est della città del Temo. Nei giorni scorsi l’area lavori pubblici e manutenzioni del Comune ha reso noto un avviso che dà ai cittadini 30 giorni di tempo, a partire dal 23 gennaio, per prendere visione del progetto e proporre eventuali osservazioni in forma scritta. Resta quindi valida per gli uffici la delibera di consiglio comunale sancita a maggioranza il 19 febbraio del 2016 che approva il progetto preliminare dell’opera. Di cui però la stessa maggioranza ha chiesto a ottobre scorso l’annullamento in autotutela, senza raggiungere il risultato per mancanza dei numeri necessari in aula. Un corto circuito amministrativo, insomma, che non ferma però l’iter di un’opera ritenuta da molti necessaria, quanto contestata nelle diverse soluzioni tecniche proposte, che interseca tra non poche polemiche varie amministrazioni. Tre i milioni di euro a disposizione per la costruzione di un nuovo canale di alleggerimento del flusso di acque dei ruscelli Cadalanu e soprattutto Aladerru, quello di maggiore portata in caso di piogge intense, che ancora oggi trovano unico sfogo nel canale tombato che dalle colline oltre il castello di Serravalle attraversa la zona di Caria, via Lamarmora e si getta nel Temo all’altezza del nuovo ponte pedonale. Tra il 2004 e 2005, dopo una serie di copiose precipitazioni, il canale aveva infatti creato più di un problema, con allagamenti nel centro cittadino che avevano causato disagi e danni ai cittadini, e posto l’esigenza di trovare valide soluzioni alternative, in caso di precipitazioni di particolare violenza. I vari finanziamenti arrivati dalla Regione negli anni successivi, per un ammontare complessivo finale di tre milioni di euro, sono stati destinati alla progettazione e realizzazione di nuovo canale definito di “Protezione idraulica delle aree Nord Est dell’abitato – Via Lamarmora, Rione Caria, Santa Giusta”, con sbocco a monte del ponte viabile in trachite rossa. Conclusa con un nulla di fatto, rispetto alle proposte arrivate in aula, la consiliatura Casula, la maggioranza guidata da Luigi Mastono ha ripreso in mano la vicenda. A febbraio scorso quindi l’approvazione del progetto preliminare in variante al Puc, con conseguenti vincoli espropriativi. Dopo l’arrivo di una serie di osservazioni da parte di privati, però, la maggioranza a fine ottobre 2016 ha presentato un ordine del giorno per chiedere in autotutela l’annullamento di quella decisione. E qui, nuovo colpo di scena: la seduta è andata deserta in prima convocazione, mentre in seconda non si è raggiunto il numero legale. Con l’eventualità dell’arrivo di un commissario ad acta per dirimere una volta per tutte la questione.
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