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Oristano

Sclerosi multipla, i malati stanchi di fare i pendolari

di Michela Cuccu
Sclerosi multipla, i malati stanchi di fare i pendolari

Già 2.000 adesioni all’appello per un reparto nell’ospedale San Martino «Siamo la provincia con la più alta incidenza di questa malattia: siamo stanchi»

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ORISTANO. «Aprite a Oristano un reparto per la cura della sclerosi multipla». Hanno già superato quota duemila, le adesioni ad una petizione avviata sul web attraverso il portale Change. Org. Il testo è un autentico appello a cambiare una situazione ormai insopportabile per i pazienti e i familiari: «La provincia di Oristano è la più colpita dalla sclerosi multipla, una malattia estenuante e ad oggi senza cura che necessita di supporto e riabilitazione, di visite periodiche e di esami.

Ad oggi, siamo ancora sprovvisti di un centro, o un semplice ambulatorio per i tanti malati che sono costretti a continui viaggi e spostamenti per qualsiasi necessità, con l'ulteriore onere per lo stato di pagare una persona tramite la legge 104, per accompagnare i malati che sono sfiniti da questa situazione. Aiutateci a diffondere questa petizione con le vostre firme con la speranza di sensibilizzare la politica a fare qualcosa».

Non è casuale che promotrice dell’iniziativa sia una giovane oristanese, Manuela Manca che assieme alla sorella, Monica, anni fa è stata colpita dalla sclerosi multipla e conosce bene i disagi di chi, per curarsi, è costretto a fare il pendolare per rivolgersi a strutture più attrezzate, di Cagliari e Sassari. «Siamo stanchi, stanchi, stanchi – scrive Manuela Manca – fate qualcosa anche per noi».

Una petizione che giunge in un momento delicato, legato al rischio, più volte denunciato dai pazienti e dall’Aism di Oristano e, di recente, anche oggetto di una interpellanza presentata in Consiglio regionale, che l’attuale reparto dell’ospedale Binaghi di Cagliari venga chiuso, declassato ad ambulatorio e trasferito al San Giovanni di Dio.

Il problema è molto serio se si considera che attualmente al reparto del Binaghi, dotato di dodici posti letto che, potrebbero, nel caso di declassamento a servizio ambulatoriale, venir cancellati, ma anche di un’apparecchiatura Tac che era stata acquistata con una sottoscrizione dei pazienti, è anche il centro dove si rivolgono oltre la metà dei malati di sclerosi multipla della Sardegna: 4138 su circa 7mila. Il 31 gennaio dovrebbe inoltre andare in pensione il direttore ma anche fondatrice del reparto, la professoressa Luisa Marrosu. Ipotesi che allarma ulteriormente i pazienti che temono di trovarsi privati di un punto di riferimento importantissimo.

La direttrice ha già da tempo chiesto di continuare ad operare volontariamente all’interno del reparto, come hanno fatto in passato altri colleghi. La sua domanda, però, non è stata ancora accolta. In questa situazione di incertezza si inserisce la protesta di 28 associazioni che minacciano di manifestare alla Regione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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