Superare le barriere dei soliti schemi
Tappa in città per il tour nazionale “Disabilità in movimento”: prioritario vincere vecchie concezioni
ORISTANO. Affrontare i temi della disabilità rompendo vecchi schemi. Pendere in considerazione il diversamente abile come un individuo non “diverso”, ma con diritti uguali agli altri. È in sintesi il messaggio lanciato ieri mattina al teatro San Martino nel corso della tappa oristanese del tour sulle disabilità promosso in tutto il territorio nazionale da “Disabilità in movimento”, associazione nata da un comitato spontaneo di cittadini che, a Milano, nel 2013 decisero di mettersi insieme per chiedere un sistema e normative migliori per i portatori di disabilità.
All’incontro di Oristano, che ha visto la partecipazione anche del Comune, della Asl 5, del mondo della scuola e dell’associazione Abc Sardegna, tanti i relatori fra medici, psicologi e psicoterapeuti. L’ideatore è Juan Guidi, docente da anni impegnato a portare avanti un progetto che, come ha spiegato, «partendo dalla modifica delle locali e nazionali, consenta ai disabili di avere una vita indipendente».
Guidi nella sua relazione, ha parlato del diritto del disabile di decidere della sua vita: «L’attuale sistema di assistenza non è conciliabile con una vita indipendente – ha detto – impone al disabile orari precisi per alzarsi al mattino e per andare a dormire la sera, di dover dipendere dagli altri, di non poter insomma decidere da solo».
Guidi ha parlato delle condizioni di coloro che sono ricoverati nelle strutture specializzate che «per quanto ben organizzate e moderne, sono molto simili a dei carceri, proprio per il sistema di organizzazione della giornata del disabile».
Vita indipendente che ha molti aspetti, alcuni delicati ancora difficili da affrontare, come l’affettività e la sessualità. Su questo Guidi è stato piuttosto esplicito: «In Italia ancora non si considera il ruolo importantissimo dell’operatore sessuale. Non è considerato e non c’è una legge che lo inquadri professionalmente. Il tutto il ritardo rispetto ad altre realtà europee e per questo, stiamo sollecitando il Parlamento affinchè vari un’apposita legge».
Disabili che si devono inoltre scontrare con problemi quotidiani. Si va dalla carenza di insegnanti di sostegno nelle scuole, fino all’impossibilità di potersi muovere liberamente nelle città. «In Italia siamo in enorme ritardo – ha detto – se si considera che soltanto il 34 per cento degli edifici sono accessibili a tutti».
Fra gli obiettivi dell’associazione anche quello di il riconoscimento da parte del Servizio sanitario nazionale delle cure per le malattie rare. A questo si affianca la proposta di istituire nelle pubbliche amministrazioni la figura del disability manager. Infine, un paragrafo importante è stato dedicato alle “vacanze accessibili”. «Poter andare in vacanza per un portatore di disabilità è spesso impossibile per mancaza di strutture adeguate».
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