Cambio di gestione alla casa di riposo, lavoratori a rischio
Ghilarza, operatori in assemblea permanente in municipio Maria Rosa Setzu (Fp Cgil): mantenere i livelli occupazionali
GHILARZA. Il cambio di gestione rischia di trasformarsi nell’anticamera del licenziamento per i lavoratori della Casa di Riposo Angelino Licheri, che ieri hanno protestato contro l’ipotesi della riduzione d’organico della struttura comunale ventilata dalla cooperativa che recentemente si è aggiudicata l’affidamento del servizio. Di primo mattino i venticinque dipendenti del centro anziani si sono riuniti in assemblea permanente davanti al municipio, dove continueranno a manifestare finché non sarà trovata una soluzione che scongiuri la perdita del posto di lavoro. La vertenza si è aperta pochi giorni fa in seguito alle rimostranze degli ex dipendenti della struttura, preoccupati per le ripercussioni della riorganizzazione del personale prospettata dal nuovo gestore. Condizioni contestate dalla Cgil Funzione Pubblica di Oristano, che reclama il rispetto del contratto collettivo nazionale e del capitolato d’appalto, in particolare in merito agli obblighi sul mantenimento dei livelli occupazionali: «La cooperativa subentrata al soggetto cessante ha previsto una riduzione dell’organico pretendendo di assumere solo quattordici dei diciannove operatori socio-assistenziali del vecchio staff e prevedendo per altri tre l’inquadramento come operatori generici: non è una proposta accettabile – ha obiettato la segretaria generale Maria Rosa Setzu, senza contare che si passerebbe a un rapporto di lavoro a tempo determinato e quindi alla precarizzazione». Gli ex dipendenti rivendicano il diritto di mantenere i venticinque posti di lavoro e si dicono disposti a trattare ma a patto che nessuno rimanga a casa, condizione che ribadiranno nella riunione in programma stamattina con la direzione della cooperativa “Insieme si può” di Milis.
La riorganizzazione del personale che il nuovo gestore intende operare risponderebbe all’esigenza di fronteggiare i problemi di ordine gestionale ed economico conseguenti alla riduzione del numero di utenti, passati da 44 a 37. Ma secondo la segretaria del sindacato una situazione transitoria non giustifica un ridimensionamento dell’organico, «Purché siano mantenuti i livelli occupazionali tutti i lavoratori subordinati sono disposti ad accettare riduzioni di orario e ad accettare funzioni e mansioni diverse da quelle della categoria di appartenenza mantenendo però gli inquadramenti professionali e salariali»
Ieri i manifestanti sono stati ricevuti dal sindaco, che ha assunto l’impegno di mediare. «Spero si possa trovare una soluzione con cui contemperare le varie esigenze, non credo sia così distante» ha detto Alessandro Defrassu .
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