Gli anti migranti bloccati dall’intervento dei sindaci
VILLA VERDE. La critica più pacata suona così «Bisogna aiutare prima gli italiani, poi gli stranieri». All’indomani dell’annuncio del vescovo di Ales-Terralba, Roberto Carboni, di un programma di...
VILLA VERDE. La critica più pacata suona così «Bisogna aiutare prima gli italiani, poi gli stranieri». All’indomani dell’annuncio del vescovo di Ales-Terralba, Roberto Carboni, di un programma di accoglienza varato dalla diocesi, per una o due famiglie di profughi che verranno ospitate in strutture della chiesa, come era facilmente prevedibile sui social si è scatenata una quasi rivolta. Come se in Alta Marmilla all’improvviso si fosse eretto un muro di parole, scritte con lo smartphone o il computer, per fermare l’improbabile invasione da parte di un paio di genitori e dei loro bambini in fuga dalla guerra e dalla fame. «No, ma davvero, fatemi capire: in Alta Marmilla c'è qualcuno che avrebbe paura dell'arrivo di qualche famiglia in più». Roberto Scema, sindaco di Villa Verde non è rimasto insensibile alle reazioni di disappunto lette sui social e anche lui, sul suo profilo Facebook ha voluto avviare un dibattito sull’argomento. Le repliche sono arrivate, alcune in senso positivo, come «benvenuti, la Marmilla è diventato un mortorio», altre un po’ meno, nel segno evidente di poca disponibilità a questa forma di accoglienza. «Devo ammettere che alle fine, a parte qualche commento violento che ho cancellato, i “leoni da tastiera” si sono dimostrati più mansueti – dice Scema – l’iniziativa della diocesi è positiva e sarà molto più efficace sul fronte dell’integrazione, dell’attuale sistema che concentra troppe persone in un solo posto». Solidarietà e completo appoggio all’iniziativa arriva anche da Alessio Mandis, sindaco di Gonnostramatrza. «Il sindaco di Villa Verde ha fatto bene a intervenire sui social, riportando sui giusti canali la discussione su un argomento estremamente delicato come l’accoglienza. Oggi stiamo conoscendo un clima di odio e paure che mi spaventa. La Chiesa sta facendo bene: aiutare chi soffre è da cristiani».(m.c.)
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