La Nuova Sardegna

Oristano

Motocross a Riola Sardo, affari per le seconde case

La denuncia dei titolari di alcuni agriturismi: strutture ricettive vuote Gli organizzatori: non è vero, molti hanno lavorato. Ma sono disorganizzati

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RIOLA SARDO. Polemiche per le (presunte?) ricadute economiche sul territorio dopo la prima prova degli Internazionali d'Italia Open di motocross, evento di apertura della stagione agonistica 2017 per tutti i migliori team e piloti del panorama mondiale, che si è corso nei giorni scorsi a Riola Sardo. «Certo che siamo contenti che Riola ospiti eventi di questa portata. Facciamo i complimenti all’organizzazione per quello che ha realizzato. Ma non parliamo di grandi ricadute economiche. Io non ho lavorato affatto, e come me tanti altri agriturismi. Il problema vero è che molti team hanno affittato seconde case nel litorale a San Vero, a Cabras. Tra l’altro, per pochi soldi e persino senza contratti. Insomma, tutto in nero». Maurizio Mocci gestisce da venti anni l’agriturismo Su Barroccu. È infuriato per quella che ritiene una concorrenza sleale e non lo manda a dire. E auspica che qualcuno faccia degli accertamenti.

«Questa cosa non porta benessere. Nel senso che li abbiamo visti, nelle seconde case aperte per l’occasione. Qualche team mi ha chiesto dei preventivi, abbiamo abbattuto i costi, poi ci hanno detto che era troppo. Ma noi paghiamo le tasse, siamo disarmati di fronte a chi affitta in nero. C’era un giro di almeno 250 persone, si sarebbe potuto lavorare tutti e diversamente».

Una denuncia forte. Anche Massimiliano Cera, titolare dell’agriturismo Bachile Bertula è sulla stessa linea. «Non ho lavorato, hanno chiesto solo qualche preventivo. Avrebbero potuto interpellarci, magari chiedere uno sponsor, come era avvenuto cinque, sei anni fa quando la stessa gara si era svolta per la prima volta. In paese il traffico dei motociclisti si vedeva, è chiaro che fossero altrove».

La pensa in modo completamente diverso Fulvio Maiorca, del Motor School club di Oristano, organizzatore dell’evento. «Non è assolutamente vero che il territorio non abbia avuto dei benefici da questo evento. I team hanno soggiornato in alcuni alberghi di Oristano, alcune strutture di San Vero, Cabras, qualcuna anche a Riola. Il problema è che non esiste un Consorzio, come invece ad esempio ad Alghero, che riunisca tutti gli operatori in modo che facciano sistema e che offrano una proposta organica del territorio. La verità è che non c’è una capacita di fare sistema», sottolinea. E aggiunge: «Noi organizziamo un evento per passione, mettendoci l’anima e anche denari. Non ci danno una mano, se non i nostri sponsor. E noi non interveniamo nelle scelte dei team di soggiornare da una o dall’altra parte».

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