La Sartiglia abbraccia i componidori
Investitura ufficiale per i capocorsa della giostra: Sergio Ledda guiderà i contadini e Giuseppe Sedda i falegnami
ORISTANO. Il buongiorno l’ha regalato il sole. Sembrava primavera, ma forse nessuno ci ha fatto caso. Lo scorrere del tempo ieri non è stato scandito dall’intensità dei raggi tiepidi che arrivavano dal cielo, ma dal rullare di tamburi e dallo squillare di trombe. Dalle frasi della cerimonia. Dalle strette di mano. Dagli abbracci. O anche solo da uno sguardo tenuto alto per fierezza e gioia o rivolto verso il basso per celare il tumulto dell’anima.
È il giorno della Candelora, la benedizione dei ceri che a Oristano è anche l’annunciazione dell’evento. Il 2 febbraio è il primo giorno di Sartiglia con i gremi, riuniti sotto le insegne della Chiesa, che si fanno portatori del messaggio della tradizione che il mondo sacro volle stringere sotto la sua ala protettrice che, secoli fa, scandiva ogni istante della vita quotidiana grazie all’abbraccio – vitale per entrambi – col potere politico. È il giorno dell’investitura dei due componidori che mostrano tutta la loro diversità nei gesti che precedono e seguono il momento. L’istante in cui i presidenti dei gremi dei falegnami e dei contadini porgono il cero e annunciano ai capocorsa che guideranno le giostre dei due giorni di carnevale rivela due volti diversi.
In via Vinea Regum l’attesa di Giuseppe Sedda è serena, consapevole di ciò che accadrà. Non tentenna, la gioia la tiene dentro e la esprime con l’orgoglio nelle sue parole quando si conclude l’abbraccio col majorale en cabo del gremio di San Giuseppe, Mauro Licheri. Tamburi e trombe accompagnano il momento, i dolci e la vernaccia sigillano lo scambio. Al fianco del componidori dei falegnami ci sono i suoi compagni di pariglia, su segundu Attilio Balduzzi e su terzu Andrea Brai. Tutto uguale a un anno fa, a dieci, a cento. Eppure tutto diverso e basta cambiare casa per capire che ogni Sartiglia ha un suo volto. Quello di Sergio Ledda, capocorsa per il gremio di San Giovanni, è rigato di lacrime. Eppure s’oberaiu majori Gianni Obino non è ancora arrivato nella casa di piazza Ungheria. L’emozione non sta dentro, non può essere contenuta perché ciascuno la vive a suo modo. La consegna del cero diventa quasi una linea del traguardo, l’arrivo nella vetta più alta superata assieme ai suoi compagni di avventura, Matteo Licheri e Andrea Zucca, pronti ad accompagnarlo vestendo i panni di su segundu e su terzu.
Diversi tra loro i due componidori, uniti nella sorte che li porta sino al 26 e al 28 febbraio. Non da soli visto che in mezzo alle loro due Sartiglie c’è la terza, quella dei bambini e dei ragazzi. È Giorgia Ariu assieme alle altre due giovani amazzoni Giorgia Madeddu e Sara Corrias, a ricevere il cero dal presidente della Pro Loco Giorgio Colombino, organizzatore della Sartigliedda del lunedì di carnevale. Eccola la parola magica che riporta Oristano allo stesso punto in cui era rimasta esattamente un anno. Sembra tutto nuovo, è invece tutto uguale a prima. Da quel fiore ne è sbocciato un altro con gli stessi petali e lo stesso profumo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
