L’esplosione al Gran Torre, le visioni opposte dei periti
ORISTANO. Due verità. Accusa e difesa hanno visioni differenti sull'incidente che causò l'esplosione all'Hotel Gran Torre il 9 novembre 2011 in cui rimase ferito uno dei proprietari, l'ex sindaco...
ORISTANO. Due verità. Accusa e difesa hanno visioni differenti sull'incidente che causò l'esplosione all'Hotel Gran Torre il 9 novembre 2011 in cui rimase ferito uno dei proprietari, l'ex sindaco oristanese Giorgio Gaviano. Imputato per lesioni colpose l'imprenditore Massimo Erdas, che predispose e installò impianto di riscaldamento a gas.
Secondo l'accusa l'ingegnere Paolo Marcialis ha focalizzato la propria perizia sull'assenza della chiusura nel tratto terminale di una condotta del gas. Da quella uscì quindi il gpl che, una volta saturati gli ambienti, generò l'esplosione. Secondo il consulente anche la banale accensione o l'utilizzo di un telefonino potevano a quel punto far saltare per aria gli ambienti della struttura. Per la difesa (rappresentata dall'avvocato Raffaele Miscali) l'ingegnere Vincenzo Virginio Porcu ha sottolineato come una perdita di gas di quelle dimensioni non avrebbe potuto generare un'esplosione ben 32 ore dopo che gli operai si erano scordati di apporre la chiusura al tratto terminale del tubo. Il processo prosegue il 21 aprile.
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