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Oristano

Casa di riposo, domani un nuovo sit-in

Casa di riposo, domani un nuovo sit-in

Ghilarza, ex dipendenti tornano a manifestare e sollecitano il rispetto degli accordi sui posti di lavoro

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GHILARZA. Gli ex dipendenti della casa di riposo chiedono al nuovo gestore di rispettare la parola data in merito al riassorbimento di tutte le unità lavorative, come previsto dall’accordo raggiunto il 2 febbraio. Si preparano alla mobilitazione e a una nuova azione dimostrativa davanti al Comune, dove si ritroveranno domani mattina con i rappresentanti del sindacato. La Funzione Pubblica Cgil di Oristano ha ripreso la vertenza in seguito alla battuta d’arresto subita all’indomani della trattativa con la cooperativa subentrata al vecchio gestore. Per gli ex dipendenti che attendevano la ratifica dell’intesa si è trattato del giorno più lungo: un’attesa culminata con un nulla di fatto se non la criptica dichiarazione rilasciata dalla presidente dell’impresa concessionaria riguardo a non meglio specificati problemi che avrebbero congelato l’accordo. Invano ieri mattina lavoratrici e lavoratori hanno atteso chiarimenti davanti al municipio: «Il sindaco ci ha riferito che non è arrivata alcuna comunicazione», ha detto la segretaria generale Maria Rosa Setzu, che domani parteciperà al sit-in per reclamare la sottoscrizione dell’accordo e l’ l’immissione in servizio immediata. Nel frattempo il sindacato ha anche intrapreso un’azione cautelativa per garantire la continuità dei rapporti di lavoro delle ventiquattro unità rimaste nel limbo: «A causa del “congelamento” dell’accordo e dell”assenza di motivazione abbiamo provveduto a richiedere alla cooperativa Ada di mantenere in forza – in aspettativa senza assegni – il personale interessato per il tempo strettamente necessario al passaggio di gestione», ha anticipato Setzu, che preme per l’ applicazione del Contratto collettivo nazionale per la parte relativa all’assunzione di tutto il personale con mantenimento della retribuzione contrattuale. Una richiesta in principio respinta da “Insieme si può” di Milis, che riteneva la sua proposta di assunzione congrua rispetto al numero di utenti e al servizio richiesto e di aver operato, nell’ ottica di garantire il subentro nella gestione, «In modo e rispettoso di quanto previsto dalla normativa». I vecchi dipendenti però non hanno condiviso la riorganizzazione del personale prospettata e hanno insistito per salvaguardare tutti i posti di lavoro. Si è così aperta la vertenza che ha portato all’ accordo sindacale condiviso da tutte le parti. Una convinzione durata meno di ventiquattr’ore. (mac)

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