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Oristano

Oristano, ausili medici: servono criteri unici

di Michela Cuccu
Oristano, ausili medici: servono criteri unici

Le 40 officine ortopediche sarde chiedono un intervento normativo alla Regione

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ORISTANO. «Chiederemo un incontro urgente all’assessore regionale alla Sanità Luigi Arru, alla Commissione consiliare alla Sanità e al direttore generale della Asl unica, Fulvio Moirano». L’annuncio è arrivato al termine di una animata riunione che, a Oristano, ha messo assieme i 40 titolari delle officine ortopediche della Sardegna. Chiedono che tutti i distretti sanitari applichino regole uguali per tutti nel delicato sistema degli ausili protesici.

Carrozzine, materassi antidecubito e altri ausili sono indispensabili ad un numero elevatissimo di sardi. «Per la precisione sono l’otto per cento della popolazione isolana ad averne necessità – spiega Gianni Moi, presidente regionale della Fioto, la federazione che a livello nazionale riunisce gli operatori della tecnica ortopedica –, ma con questo sistema di differenziazione, ci sono decine di pazienti che da tre mesi attendono il proprio ausilio».

Un problema serissimo che si è posto da quando, la Regione ha deciso di utilizzare gli ausili che giacevano inutilizzati nei magazzini delle diverse aziende sanitarie. Alcuni nuovi, altri usati e rimessi a posto. «Nulla da dire sulla scelta del risparmio – hanno detto gli operatori – a patto che questo non significhi negare ai pazienti l’ausilio di cui necessitano e impediscano alle nostre officine di lavorare».

Il lavoro, appunto, che non è un dettaglio. I titolari delle officine sarde hanno spiegato che a rischio ci sono non meno di 500 posti di lavoro, più l’indotto. «Aggiungiamo inoltre che in questo modo, la nostra professionalità, che già da alcuni anni impone di seguire corsi universitari che non ci sono in Sardegna dato che nessuna delle università li ha mai istituiti, viene mortificata», ha sottolineato ancora Moi.

Per i pazienti è un problema serio. Nei distretti della ex Asl di Nuoro, ad esempio, sono ormai una trentina in attesa, da tre mesi, di ricevere l’ausilio di cui avevano fatto richiesta. «Chiediamo di essere coinvolti e non tenuti fuori – ha spiegato Moi – quando viene prescritto un ausilio ortopedico, va seguita una valutazione socio sanitaria indispensabile per garantire al paziente il tipo di ausilio adatto a lui».

Si tratta di una valutazione importante: «Impone la presenza dei nostri tecnici - continua Gianni Moi - affinchè venga rispettata la prescrizione del fisiatra, medico che ha anche il compito di collaudare l’ausilio. Invece ora la situazione è talmente confusa che non è difficile che il paziente si trovi ad avere, ad esempio una carrozzina non adatta a lui e difforme dalla prescrizione. Non è così che si risparmia sulla sanità».

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