La Nuova Sardegna

Oristano

Si blocca dal notaio la vendita della Sbs

di Roberto Petretto
Si blocca dal notaio la vendita della Sbs

Manca un documento: non si può firmare. La delegazione di Bonifiche ferraresi torna a casa tra sorpresa e disappunto

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ORISTANO. Profilo basso e zero dichiarazioni: Bonifiche ferraresi non cambia registro neanche anche dopo il clamoroso stop di ieri mattina, al momento della firma per l’acquisto della Società bonifiche sarde. La battuta d’arresto però rischia di mandare all’aria mesi di trattative. Nessuno lo dice ufficialmente, ma se non arriverà una nuova convocazione nel giro di pochissimi giorni, Bonifiche ferraresi potrebbe ritirarsi dall’affare. E forse qualcuno sta già mettendo lo champagne in frigo, visto il movimento di contrari che si si era palesato nelle scorse settimane.

La robusta delegazione dell’azienda che dovrebbe acquistare la Sbs (a questo punto il condizionale è una prudenza necessaria) era sbarcata in Sardegna con l’idea di presentarsi davanti al notaio, insieme ai funzionari della Regione e delle agenzie collegate che devono dare un proprio parere alla cessione, per mettere la firma sul contratto.

Ma si è capito ben presto che sarebbe stato un viaggio inutile. Mancava un documento, a quanto è stato possibile sapere, un atto ufficiale dell’agenzia Laore, e mancava anche il dirigente che avrebbe dovuto apporre la firma. Momenti di incredulità, di imbarazzo, poi di disappunto. Da Ferrara era arrivata una delegazione di una decina di persone che aveva anche programmato un incontro con i 26 dipendenti ex Sbs che sarebbero dovuti transitare alla nuova azienda. Invece tutto annullato: qualche rappresentante della Regione pare abbia espresso parole di scusa e poi c’è stato una vaga promessa di rivedersi a breve.

Il gruppo di Bonifiche ha ritirato i bagagli dall’albergo, si è trasferito a Elmas da dove ha preso il primo volo disponibile per il ritorno a casa. Un arrivederci, forse. Ma non si esclude un addio. Bonifiche ferraresi è una società quotata in borsa e dovrà ora spiegare agli azionisti come un affare da 9 milioni di euro si sia bloccato proprio al momento della firma davanti al notaio. E magari decidere se sia necessario andare avanti. Certo, appare difficile credere che un’operazione che ha richiesto un lavoro di preparazione così lungo, con trattative e verifiche su tanti aspetti contrattuali, possa essere messa in dubbio da un intoppo burocratico. Però era anche difficile credere che, arrivati a questo punto potesse saltare fuori un intoppo di questo genere.

Antonio Solinas, consigliere regionale del Pd espresso dall’Oristanese, che ha seguito la vicenda della cessione della Sbs, cerca di gettare acqua sul fuoco: «Questa è la burocrazia. Certo, magari la documentazione poteva essere verificata meglio in vista dell’appuntamento con il notaio».

La cosa dovrebbe però risolversi in tempi rapidi: «Dalle notizie che mi arrivano sia dalla Società bonifiche sarde che dall’assessorato regionale alla Programmazione il problema dovrebbe essere risolto nel giro di qualche giorno».

Che poi sarebbe quella risposta rapida che i nuovi (possibili) proprietari si aspettano per riprendere con convinzione un nuovo aereo per la Sardegna.

Alla finestra stanno ad osservare sia i protagonisti del Sistema Arborea, sia i non meglio precisati attori della proposta alternativa, quella tutta made in Sardegna, che si erano manifestati qualche settimana fa non attraverso un elenco di nomi, ma attraverso la minaccia di ricorsi demandata a un legale.

Se non dovesse materializzarsi la vendita a Bonifiche ferraresi, la cordata di imprenditori sardi potrebbe finalmente uscire allo scoperto e manifestare pubblicamente impegni finanziari e progetti di rilancio di un’azienda ferma e da rimettere in moto con una cura decisa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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