La Nuova Sardegna

Oristano

In bilico fra tre province, cittadini non interpellati

di Ivana Fulghesu
In bilico fra tre province, cittadini non interpellati

Laconi, l’amministrazione ha di recente deciso l’adesione al Sud Sardegna Per la minoranza è invece necessario indire un referendum consultivo

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LACONI. Sopravvissute grazie al referendum costituzionale, restano quattro le province della Sardegna e i riflettori sono ancora puntati sul caso di Laconi. Nuoro, Oristano o Sud Sardegna? «Per il nostro paese l’importante è mettere ordine nei servizi di prossimità, partendo dall’aggregazione dei comuni del Sarcidano; questa amministrazione sta agendo in questa direzione, lavorando per risolvere un problema di tutti i cittadini, fermo da troppi anni», scrive in una nota l’amministrazione comunale. Il problema va, certamente, risolto, perché non mancano i disagi per i cittadini in quanto, a distanza di 16 anni, non è stato completato il passaggio delle competenze da Nuoro ad Oristano. Tanto per citare solo qualche esempio, Prefettura e Camera di Commercio fanno ancora capo a Nuoro, mentre i servizi sanitari e sociali alla provincia arborense.

Resta ora da capire in che modo si vorrà procedere. Un caso singolare quello di Laconi, ma non è il solo paese a trovarsi in bilico tra più province. Proprio in questi giorni Seulo, paese che insieme a Laconi fa parte della comunità montana del Sarcidano-Barbagia di Seulo, sulla scelta della provincia di appartenenza, tra Nuoro e Sud Sardegna, decide di dare la parola ai cittadini attraverso una consultazione popolare. «Stessa decisione che si dovrebbe assumere anche per Laconi – dice il consigliere di minoranza Giovanni Marini –. La maggioranza del Consiglio comunale – spiega Marini – ha deliberato il passaggio al Sud Sardegna con una delibera illegittima, perché il mutamento di provincia può avvenire esclusivamente attraverso specifica legge regionale. Come consigliere e come cittadino intendo battermi perché ritengo che questa sia una questione di fondamentale importanza, in quanto gli effetti del passaggio da una provincia all’altra non durano soltanto il tempo di una consiliatura».

«Nessun amministratore o sindaco di turno – conclude Marini – può decidere senza prima consultare i cittadini; soprattutto se nella comunità ci sono opinioni diverse, e l’individuazione di Carbonia quale capoluogo del Sud Sardegna crea non poca perplessità, la strada da percorrere è esclusivamente quella del referendum, proprio come è avvenuto nel 1990, quando, a stragrande maggioranza, ci siamo espressi per il passaggio ad Oristano».

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