La Nuova Sardegna

Oristano

Consumi abnormi, Abbanoa vince la causa in tribunale

Il giudice condanna i condomini di uno stabile di via Carducci Acqua sprecata a causa del loro impianto, non del contatore

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ORISTANO. Per giustificare il mancato pagamento delle bollette avevano puntato il dito sul mancato funzionamento del contatore, ma a essere malandato e pieno di perdite era l'impianto interno alla palazzina. E così oltre all’acqua pagata e sprecata i condomini dovranno pagare anche le spese legali.

Lo ha deciso il Tribunale che ha confermato la legittimità dello slaccio di un condominio in via Carducci (otto appartamenti più due locali commerciali) al quale Abbanoa aveva sospeso la fornitura lo scorso gennaio per un debito di oltre 12mila euro. E' la somma di diverse fatture dal 2009 a oggi per consumi esorbitanti.

I proprietari avevano fatto causa ad Abbanoa contestando il non corretto funzionamento del contatore. In via d'urgenza, il 22 gennaio il Tribunale aveva temporaneamente sospeso lo slaccio.

È stato lo stesso consulente tecnico nominato dal Tribunale a verificare le cause dell’abnorme consumo di acqua. «I risultati delle indagini tecniche comportano la necessità di escludere alcun difetto del contatore», si legge nella relazione consegnata al giudice. Il consulente tecnico ha scoperto anche quale fosse la reale causa dei metri cubi dispersi.

Nell'impianto interno della palazzina sono state riscontrate «perdite diffuse in tutti gli organi e accessori – nonché con materiali inadatti all'utilizzo idraulico, mettendo in evidenza, in particolare, la perdita esistente tra il tubo d'adduzione e il serbatoio in cui esso si innesta, tanto copiosa da aver lasciato, nel corso del tempo, depositi di calcare su tutta la superficie del serbatoio stesso».

Il consulente tecnico ha indicato la causa «nella cattiva manutenzione dell'impianto condominiale». In media ogni mese sono andati sprecati quasi 126 metri cubi d'acqua, una vero fiume che è stato sprecato e di cui Abbanoa ha chiesto conto. Secondo il perito «la perdita interna rientra nella sfera di controllo prima del condominio, fino ai punti di diramazione verso i singoli appartamenti di proprietà esclusiva, e poi dei singoli condomini».

Per questi motivi il giudice ha accolto le tesi di Abbanoa, rappresentata dall'avvocato Stefano Manso. Il Tribunale ha revocato il provvedimento che sospendeva lo slaccio (che sarà rieseguito nei prossimi giorni) e condannato il condominio a pagare non solo il debito contestato di oltre 12mila euro (più altri duemila euro dovuti ai consumi nel frattempo effettuati), ma anche 2518 euro di spese legali più le spese della consulenza tecnica.

Insomma oltre al danno arriva anche la beffa per i dieci utenti di via Carducci.

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