Diga di Monte Crispu, Enas annuncia i nuovi test
Verifiche idrauliche per simulare il rilascio controllato dell’acqua in emergenza I fondi per i lavori ci sono, ma per ora non c’è alcuna data sull’avvio dei lavori
BOSA. Se anche venissero realizzate le opere di protezione idraulica e idrogeologica previste nella valle del Temo, queste non sarebbero sufficienti ad abbassare il livello di rischio previsto dal Piano di assetto idrogeologico e dal Piano stralcio delle fasce fluviali. «Se contemporaneamente non ci fosse un intervento anche sulla diga di Monte Crispu. Rispetto al quale abbiamo chiesto a Regione ed Enas di attivarsi», afferma il sindaco Luigi Mastino. Il nodo, nella città fluviale per eccellenza della Sardegna, è costituito però non solo dalla sicurezza che va garantita ai cittadini attraverso la realizzazione di opere di mitigazione del rischio nella eventualità che il Temo possa esondare, ma anche dalla attenuazione di tutta una serie di vincoli che per molti “ingessano” da lungo, e troppo, tempo l'area urbana, e le prerogative di programmazione economica. Nodi ancora da sciogliere che ruotano su un perno evidentemente di fondamentale importanza: il collaudo della diga di Monte Crispu sul rilascio controllato di grandi quantità d'acqua che, in caso di precipitazioni eccezionali, evitino una esondazione a valle. «Sulla scorta di una nota del Ministero delle Infrastrutture arrivata il primo agosto 2016, il 23 agosto abbiamo inviato all'Enas e all'assessorato ai lavori pubblici della Regione una prima lettera, con richiesta di informazioni sullo stato delle opere previste ed il cronoprogramma dei lavori», dice Mastino.
Nulla è successo e così una nuova lettera di sollecito è partita da Bosa. Questa volta è arrivata la rispsota dell’Ente Acque della Sardegna.
«L’Enas ha dato avvio alle procedure per gli interventi necessari al ripristino delle condizioni di sicurezza nel manufatto. Queste opere prevedono l'adeguamento dello scarico di fondo, l'impermeabilizzazione della camera di manovra delle paratie e della galleria di accesso, il ripristino del sistema automatico di monitoraggio strutturale e idraulico, la predisposizione di un modello matematico per il controllo della diga durante gli invasi sperimentali. Come, ancora, per il risanamento strutturale del manufatto e la manutenzione ordinaria della casa di guardia. Sul fronte delle verifiche idrauliche e idrologiche, effettuate dall'Università di Cagliari, Enas annuncia infine di procedere all'affidamento ad un professionista della redazione di uno studio sugli interventi di miglioramento idraulico, già richiesti dalla Direzione Generale per le dighe nella nota di agosto 2016. Purtroppo non si fa riferimento alla data di inizio lavori, nonostante le risorse esistono e siano definite».(al.fa.)
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