La Nuova Sardegna

Oristano

Parte la follia di Carnevale e Bosa accoglie i turisti

di Alessandro Farina
Parte la follia di Carnevale e Bosa accoglie i turisti

Albergatori e ristoratori propongono pacchetti vantaggiosi per le famiglie Coinvolte anche le scuole con l’obiettivo di estendere gli appuntamenti

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BOSA. Con Gioggia Laldaggiolu, in programma domani, il Karrasegare ’Osincu si annuncia attraverso uno dei suoi appuntamenti storici e peculiari. Semplice negli abiti e alla portata di tutti, la kermesse vanta radici profonde, fissate nel dna degli abitanti. Con un occhio di riguardo però, da qualche decennio, alla economica voce del turismo, pur con evidenti differenze tra offerta commerciale da un lato e ospitalità e ristorazione, emerge. «Noi prepariamo pacchetti ad hoc, per le scuole giovedì grasso ad esempio. Si lavora soprattutto il sabato a cena, e il martedì a pranzo dopo S'Attittidu», racconta Salvatore Farina del ristorante Sas Covas. Con prezzi “formato famiglia” – aggiunge il ristoratore – per reggere concorrenza e competizione isolana». Anche perchè «non c'è possibilità di attrarre arrivi dal continente. Ma il Carnevale è comunque un evento che ci da la possibilità di respirare, e Bosa resta sempre di fascino e richiamo nell'isola" conferma Tonio Fiorelli del ristorante Sa Nassa. Anche se «molto dipenderà dalle condizioni meteo, perché si aspetta di capire se farà o meno bello prima di prenotare», sottolinea Francesco Murtas del ristorante Gambero Rosso. Il locale che insieme a Sa Pischedda, Il Tipico e il Biancospino fa parte del progetto L'Isola del Gusto, che promuove gli eventi del Carnevale isolano. Diverse le strutture ricettive aperte in città «con principali richieste di pernottamento la notte di sabato per le Cantine. Mentre le conferme restano vincolate al meteo», spiega Pasqualino Deriu dell'Hotel Al Gabbiano. Molti albergatori puntano sull’estensione degli appuntamenti del Carnevale, «magari arrivando alla Pentolaccia». Un dato confermato dal collega Salvatore dell'Hotel Mannu. «Il giorno clou resta il sabato, con ospiti da tutta la Sardegna», afferma l'albergatore, anche lui speranzoso per la ripresa dei voli low cost ad Alghero. Discorso a parte merita il settore dei servizi e commerciale. «Speriamo solo che faccia bel tempo. Carnevale lo attendiamo con ansia, perché nonostante la crisi è un appuntamento irrinunciabile», racconta Franco Oliva de “il Baretto”. Ma «i tempi sono cambiati, non si spende più come prima, il calo delle vendite è evidente», dice Giuseppe Zucca dall'edicola-bazar di Piazza Monumento. «Si lavora di più con il carnevale estivo. Negli anni scorsi c'erano buoni introiti il sabato, ma il mercato è cambiato con la crisi e l'avvento di internet ha ridotto il numero di chi compra in negozio stoffe, pizzi e merletti per confezionare le maschere», conferma Ica Pischedda di “Fabiola”, storica merceria di via Lamarmora. «Il lavoro è molto ma il raccolto sempre meno, quasi nullo. Rispetto al passato imperano gli acquisti di vestiti online», la sintesi sull'argomento ribadita da Rita Mocci, titolare di Bolleblù, nel Corso Vittorio Emanuele. Nonostante i dubbi, il Karrasegare ’Osincu, tra gioie e dolori, luci ed ombre, resta comunque sempre atteso. Con un auspicio che si rinnova periodicamente: quello di una sempre più attenta programmazione e organizzazione che si fondi sempre più su una carta ritenuta vincente. Quella dell'accoglienza e del coinvolgimento dello spettatore nel teatro di strada.(al.fa.)

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