Bosa sfida la Regione «Troppi vincoli nell’urbanistica»
Contestati i piani di assetto idrogeologico e fluviali Il sindaco pronto ad allearsi con i colleghi del territorio
BOSA. Troppi vincoli urbanistici causa delle norme di assetto idrogeologico e del piano stralcio delle fasce fluviali. Il Comune parte all’attacco della Regione con un appello che il sindaco Mastino, in chiusura del consiglio comunale di mercoledì intende rivolgere alla stessa Regione forte anche del sostegno dei primi cittadini di altri centri.
Il tema dei troppi vincoli urbanistici a Bosa non è certo nuovo. Secondo il Comune le norme per molti anni hanno ingessato qualsiasi possibilità di intervenire in vari ambiti. Ad esempio sull'adeguamento di un trentennale Puc, vincolato però alla realizzazione di lunghe e soprattutto costose, per realizzazione pratica, opere di mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico.
«È evidente che da quando Pai e piano stralcio opere fluviali sono entrati in vigore in riva al Temo imprenditori e cittadini soffrono e non poco, per norme che – dicono in Comune – vietano anche semplicemente la possibilità di vedersi accolta una richiesta di trasformazione di destinazione d'uso di un immobile». Se sulla necessità di proteggere i cittadini da una possibile esondazione del Temo sono tutti d'accordo, il metodo impositivo calato dall'alto inizia a far discutere, considerato che sembra essersi aperta una clamorosa breccia nella coscienza politica e amministrativa locale.
Da più di dieci anni infatti Bosa attende che si metta mano alla costruzione di argini e spallette e soprattutto all'avvio della procedura di collaudo della diga di Monte Crispu, opere indispensabili per abbassare il grado di pericolosità che grava, secondo le carte della Regione, sull'intero territorio di Bosa.
L'idea quindi sembra quella di riuscire a innescare un meccanismo che riunisca in città tutte le componenti tecniche e politiche preposte alle decisioni, e dia risposte quantomeno nel breve e medio termine a cittadini e operatori, del commercio e dell'artigianato ad esempio, senza contare il basilare apporto di possibili investitori turistici. Con l'obiettivo se non di cancellare evidentemente, quantomeno di attenuare norme che pesano e non poco nell'intera valle tra Bosa e Bosa Marina.
Non resta quindi che attendere gli sviluppi di incontri e decisioni, che appaiono imminenti, e leggere le richieste del Comune da indirizzare alla Regione, per comprendere quale sarà la reale via che si intende seguire nelle prossime settimane su un tema certamente cruciale per il futuro dell'intera comunità.
Alessandro Farina
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