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Cogeneratore e miasmi, minoranza contro il sindaco

di Simonetta Selloni
Cogeneratore e miasmi, minoranza contro il sindaco

SIMAXIS. Cogeneratore della discordia. La minoranza consiliare torna alla carica con il sindaco Gacomo Obinu, chiedendo la convocazione urgente del Consiglio, dopo averla già richiesta il 16 gennaio...

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SIMAXIS. Cogeneratore della discordia. La minoranza consiliare torna alla carica con il sindaco Gacomo Obinu, chiedendo la convocazione urgente del Consiglio, dopo averla già richiesta il 16 gennaio scorso. Al centro della richiesta, la necessità di «riferire con urgenza al Consiglio degli eventuali provvedimenti adottati dal sindaco a tutela della salute pubblica per il fetore chiaramente avvertibile in prossimità dell'impianto di distribuzione carburante “Drive in” posto sulla S.S. 388». A firmare la richiesta, sono l’ex sindaco Francesco Cossu, Luciano Cannea, Severio Lilliu e Adriana Meloni. Che, contestualmente, annunciano la rinuncia a percepire i gettoni di presenza maturati e da maturare, vincolandone la destinazione a favore dell’Istituto comprensivo”, visto che, secondo loro, il sindaco non convoca il consiglio per non sprecare gettoni di presenza.

Al centro c’è la polemica sul congeneratore Groil. Avviato nel 2012, già al centro di polemiche fortissime da parte della popolazione nel momento in cui erano state eseguite le prove degli impianti. Il sindaco aveva già risposto alla minoranza, ricordando che in merito alla richiesta di informazioni sui provvedimenti che l’amministrazione comunale intende assumere a tutela della salute, «questa amministrazione è a conoscenza del fatto che alcune attività, di natura poco chiara, avvenute all’interno o nei pressi dell’impianto della ditta Groisl srl da circa 30 giorni a oggi, producano delle emissioni odorogene di natura incerta, somiglianti alla putrescenza di carcasse animali». Ancora, il sindaco segnala che «molto prima dei soggetti sottorscrittori della richiesta, l’amminisitrazione provvedeva a chiedere ai responsabili della Groil, avendo accertato che l’origine di tali emissioni provenisse dal suddetto impianto, gli estremi della copia degli atti autorizzativi dai quali si evincesse il nulla osta al funzionamento degli impianti». Sempre il sindaco, ricorda ai firmatari che questa situazione, «è figlia della mancata azione da parte della precedente amministrazione, colpevole di non aver posto limiti alla realizzazione del suddetto impianto quando lo stesso non era ancora sorto» e che i firmatari dell’appello «per il 75% rappresentano la giunta comunale allora in carica», che avrebbe sottostimato le situazioni di pericolo per la salute, limitandosi, nella persona dell’allora sindaco (Cossu) a «emettere una temporanea ordinanza di sospensione delle attività di collaudo dell’impianto, a causa delle incessanti proteste dell’opinione pubblica, in relazione alle emissioni nauseabonde, mentre in tutte le altre sedi si è dimostrata a favore della realizzazione e entrata in funzione degli impianti». La questione, specifica Obinu, arriverà in Consiglio alla prima seduta utile.

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