Gal Barigadu Guilcer, quello statuto non convince
ABBASANTA. Il Comune dice “nì” allo statuto del Gal Barigadu Guilcer. Il gruppo di governo locale mantiene la sua posizione critica su scelte e procedure che hanno caratterizzato il percorso...
ABBASANTA. Il Comune dice “nì” allo statuto del Gal Barigadu Guilcer. Il gruppo di governo locale mantiene la sua posizione critica su scelte e procedure che hanno caratterizzato il percorso costitutivo dell’associazione con personalità giuridica approvando in consiglio comunale l’ordinamento interno e annunciando l’astensione in seno all’Unione del Guilcer. Ieri l’assemblea ha votato lo Statuto, con l’astensione di Abbasanta.
La maggioranza ha motivato la scelta da un lato richiamando il principio della trasparenza e dall'altro affermando di non voler penalizzare il sistema imprenditoriale locale. Nell’ultima seduta il sindaco ha ricapitolato le fasi che hanno portato all’assemblea del 26 gennaio, quando il partenariato del Gal ha approvato lo statuto e l’atto costitutivo.
In quella circostanza la delegazione abbasantese aveva abbandonato il consesso prima del voto contestando al gruppo di coordinamento di non aver tenuto conto delle sue proposte di modifica. Correttivi che secondo la ricostruzione di Stefano Sanna erano stati precedentemente concordati per poi essere respinti. «Non ci spieghiamo perché, se l'obiettivo è di attuare le strategie di sviluppo rurale nell'ambito della programmazione europea 2014-2020, secondo questo statuto il Gal potrebbe fare tutto lo scibile e l’immaginabile e quindi intervenire in qualunque settore», ha detto il capogruppo Gian Valerio Sanna entrando nel merito delle proposte avanzate da Abbasanta. «Il sospetto è che si voglia utilizzare uno strumento di governo anche per attuare i programmi finanziati con i fondi Fesr e il fondo sociale, che non sono di competenza del Gal, e ciò comporterebbe la perdita di sovranità dei Comuni. C’è un elemento di genericità che non ci piace».
Un altro punto caro alla componente abbasantese era l’inserimento nello statuto di una norma di garanzia che escludesse la partecipazione dei soggetti coinvolti nell’azione giudiziaria contro Terre Shardana. «Lo abbiamo chiesto per dare un messaggio al sistema delle imprese e alla stessa magistratura, per dire che avevamo voltato pagina con la precedente esperienza», ha spiegato Sanna. Concorde sulla clausola di garanzia la minoranza, che per voce di Marilena Santona e Giovanna Mele ha anche auspicato «il sistematico controllo dell’operato del direttore generale e del cda».(mac)
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