Gioggia de Karrasegare il tempo dell’irriverenza
BOSA. Appuntamento storico irrinunciabile, innegabile boccata d'ossigeno per molti operatori, il Carnevale di Bosa entra fra qualche ora nel vivo dei suoi appuntamenti di maggiore mobilitazione...
BOSA. Appuntamento storico irrinunciabile, innegabile boccata d'ossigeno per molti operatori, il Carnevale di Bosa entra fra qualche ora nel vivo dei suoi appuntamenti di maggiore mobilitazione popolare e richiamo di visitatori. Domani infatti, dopo il partecipato rito di Laldaggiolu la scorsa settimana, dalle dieci si snoda nelle vie dell'ottocento ed in quelle storiche della parte bassa di Sa Costa, il serpentone di carri allegorici e gruppi mascherati che celebra Gioggia de Karrasegare. Il tutto sotto il coordinamento dell'Associazione Karrasegare 'Osincu, presieduta quest'anno da Tonio Casula, con la collaborazione della Pro loco e l'ampio impegno di genitori insegnanti e bambini delle scuole cittadine, dall'infanzia alle medie. Perché saranno soprattutto loro a dare vita ai colorati, e sempre più elaborati, carri che sfilano il giovedì grasso a Bosa, nel percorso che si snoda da piazza Dante nel viale Giovanni XXIII, per poi puntare sul Lungotemo de Gasperi e attraversare il Corso Vittorio Emanuele, fino al randez vous in piazza Monumento.
Questo il consolidato percorso di una sfilata che in salsa bosana diventa coinvolgente mischia fra maschere e spettatori. Non ci sono transenne nel Karrasegare 'Osincu, se non quelle previste nelle vie per bloccare il transito delle auto, e neanche rigidi vincoli temporali, visto che al termine del percorso sono in molti a proseguire la giornata di divertimento ben oltre l'imbrunire. Questo uno dei fili conduttori di una kermesse che, senza grandi finanziamenti pubblici, mette a nudo uno dei tratti del dna locale, sempre apprezzato dai visitatori in arrivo da tutta l'isola. Fustigare l'ingiustizia della prepotenza, esaltare l'ingegno del povero al cospetto dell'arrogante opulenza, ridere del “peccato”, celebrare con il bianco e le luci di Giolzi la gioia della vita che si perpetua e vince sul nero della morte, sbeffeggiata nel mattino di S'Attittidu, il secolare canovaccio di popolo nei giorni dedicati al divertimento in riva al Temo. Un fil rouge da perpetuare e alle volte rinnovare e ritrovare collettivamente, viene da pensare. Soprattutto quando, come emerge dalla pesante denuncia in consiglio comunale da parte dell'assessore Silvia Tanda, c'è chi magari approfitta per pubblicizzare presunti panni privati nei versi delle tradizionali “cantones”. Un vezzo sempre peraltro condannato, e isolato, dalla intera comunità. Da giovedì si snodano quindi altri appuntamenti consolidati del Karrasegare 'Osincu, sabato 25 le Cantine in maschera, uno fra i più partecipati da oltre un ventennio, che si conclude con le storiche e inimitabili maschere di S'Attittidu e Giolzi il martedì grasso.(al.fa.)
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