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Oristano

Ricci, c’è il via libera ma ancora non si pesca

di Piero Marongiu
Ricci, c’è il via libera ma ancora non si pesca

Cabras, la firma dell’ordinanza non coincide con la possibilità di lavorare Ci sono ancora pratiche burocratiche da svolgere e l’attesa non è finita

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CABRAS. «Finalmente!», esclama David Bichi dopo aver appreso della firma dell’ordinanza, che dà il via libera all’ingresso nella zona C dell’Area marina protetta, per la pesca del riccio di mare. «Mentre i giorni passano, noi rischiamo di non riuscire a fare le trenta giornate di pesca previste dalla deroga concessa dal ministero. Se le condizioni del mare non dovessero essere favorevoli, aver atteso tutto questo tempo significherà non aver potuto lavorare».

La battaglia dei ricciai però sembra avviata a conclusione, anche se l’attesa delle autorizzazioni ha messo a dura prova i nervi e la pazienza dei 55 operatori cabraresi. Giacomo Bilancetta, loro portavoce, si scaglia contro quello che non esita a definire: «Un eccesso di limitazioni» che, a suo dire, impedirebbero ai pescatori di svolgere la propria attività.

«A questo punto – dice Giacomo Bilancetta – che le autorizzazioni vengano firmate oggi o tra una settimana per noi cambia poco. Quello che mi chiedo invece è che differenza ci sia se una cassa di ricci, per un totale di 500 esemplari, li pesco con le bombole o senza? Forse nessuno si è accorto che per noi l’Area marina protetta è diventata off limits. Ci stanno buttando fuori dal nostro territorio».

Non indica nessuno esplicitamente, ma le sue parole sono molto chiare e vanno nella direzione dei tecnici ministeriali. «Si tratta di rimettere in discussione tutto il sistema di gestione dell’Area marina protetta – prosegue –, perché così non si può andare avanti. In questo modo non possiamo lavorare». I pescatori, infatti, dopo la firma dell’ordinanza da parte del comandante della Capitaneria di Porto, erano convinti di poter iniziare a pescare immediatamente.

Invece, a quanto pare, dovranno attendere ancora qualche giorno. L’ulteriore ritardo nella firma delle autorizzazioni, dovuto al disbrigo delle pratiche amministrative, li costringe ancora a terra. «Si tratta di pazientare ancora qualche giorno, ma ormai ci siamo – dice il sindaco Cristiano Carrus –. Gli uffici dell’Area marina stanno lavorando alla compilazione delle autorizzazioni, e tra poco gli operatori potranno riprendere la loro attività con la giusta consapevolezza del rispetto delle regole, sia in mare che a terra, e soprattutto nel rispetto della risorsa».

Giorgio Massaro, direttore dell’Amp, precisa: «I pescatori, in possesso di autorizzazione da noi rilasciata, potranno, a brevissimo, andare a pescare rispettando il regolamento provvisorio concordato con il ministero».

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