Rischio idrogeologico, «Subito i lavori già definiti»
BOSA. Pieno appoggio alle rivendicazioni del sindaco, che ha chiesto alla Regione, su specifici aspetti, di mitigare nell'area urbana vari limiti imposti in tema di rischio idrogeologico. Ma tenendo...
BOSA. Pieno appoggio alle rivendicazioni del sindaco, che ha chiesto alla Regione, su specifici aspetti, di mitigare nell'area urbana vari limiti imposti in tema di rischio idrogeologico. Ma tenendo conto dell'obiettivo finale di Piano di assetto idrogeologico e Piano stralcio delle fasce fluviali, e con l'auspicio del rispetto del cronoprogramma di opere la cui esecuzione è stata delegata al Comune. Questo in sintesi il pensiero del consigliere regionale del Partito dei Sardi Augusto Cherchi, che sposa l'idea del tavolo di concertazione a Bosa. «La proposta del sindaco Luigi Mastino, che chiede un tavolo di concertazione per la mitigazione del rischio idrogeologico in alcuni ambiti è assolutamente legittima e intendo sostenerla. Ma a Bosa l'impegno certamente più rilevante, e che mi preme risolvere alla radice, è quello della realizzazione delle opere che possano decisamente ridurre il grado di pericolo fissato dalle norme e su questo mi auguro che ci sia l'appoggio dell'amministrazione», afferma Augusto Cherchi. «Il Comune ha a disposizione milioni di euro stanziati per progettazione ed esecuzione lavori. Auspico che rispetti i cronoprogrammi presentati e metta in essere in tempi brevi i cantieri di queste opere. Si tratta della prosecuzione del banchinamento nel Lungotemo Amendola, delle arginature, dell’innalzamento delle spallette per permettere l'avvio del collaudo della diga di Monte Crispu, cioè l'opera più importante per la mitigazione idraulica e idrogeologica. Ci sono novità rispetto al rischio idraulico che grava sui terreni agricoli. «Per quanto riguarda la diga – continua Cherchi – ci sono a disposizione 1,5 milioni di euro, da destinare al potenziamento della indispensabile rete di sensori di rilevamento, trecento quelli nella struttura e sparsi nel territorio. Su tutto però incombe un altro aspetto. «Quello che più seriamente mi preoccupa è la lentezza burocratica, come insegnano ad esempio i tempi dilatati della progettazione preliminare di queste opere», conclude il consigliere regionale. Alessandro Farina
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