La Nuova Sardegna

Oristano

Fuori strada con l’auto, muore a 32 anni

di Simonetta Selloni
Fuori strada con l’auto, muore a 32 anni

Mattia Falchi, di Solarussa, guidava una Bmw che si è schiantata sugli alberi. Ferita 27enne di Macomer

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ORISTANO. La Bmw nera è andata dritta verso il boschetto di eucalitpus, ha steso un cartello che indicava in 50 orari il limite di velocità consentita, buttato giù alcuni alberi, perso parte del motore. La sua corsa si è fermata contro un tronco, tra rumori infernali e un fardello di devastazione al suo interno. Accartocciandosi sull’albero, ha stretto in un abbraccio mortale Mattia Falchi, 32 anni di Solarussa, che era alla guida. Se, come sembra, il giovane è morto subito, lo potrà dire Onorina Pinna, 27 anni di Macomer, dove però tutti la conoscono come Nory; era seduta sul sedile del passeggero, si è salvata dall’urto tremendo che le ha lasciato in eredità qualche frattura non grave (una in particolare, alla caviglia, per la quale dovrà essere operata); e soprattutto lacerazioni dell’anima, vista la tragedia di cui è stata comunque protagonista. Percepire che l’auto stesse andando dritta all’incrocio per il Pontile di Torregrande, finire inghiottita dal boschetto e, accanto a sé, vedere Mattia che moriva dev’essere stato un tutt’uno. Secondi dilatati all’infinito nella bolla che ferma lo spazio e il tempo, quando accadono tragedie di questa portata.

Fuori dal piano sequenza dell’abitacolo della macchina, c’è uno spazio e un tempo per l’incidente costato la vita a Mattia Falchi. Il tempo è ieri mattina, da poco passate le 4 e mezzo. Il luogo è la strada che da Torregrande, costeggiando prima la deviazione verso Eolo e poi il residence Spinnaker, arriva all’incrocio. Dove, a destra si arriva al Pontile, a sinistra ci si ricollega alla strada per Oristano.

La Bmw con dentro Mattia Falchi e Nory Pinna viaggiava a velocità sostenuta. È un dato di fatto, non serve essere grandi esperti per comprenderlo. Per qualche ragione, il conducente non si è reso conto della necessità di frenare prima di imboccare il curvone verso il capoluogo, dove tutto lascia pensare fosse diretto. Difficile ricostruire quei momenti, non ci sarà nemmeno un’inchiesta perché per il sostituto procuratore della Repubblica Andrea Chelo, che ieri mattina è andato a Torregrande, la vicenda è già chiusa. Tanto è che in tarda mattinata il corpo di Mattia era stato già restituito alla famiglia, così come l’auto, o meglio, quel che ne resta. E che ora è nel garage in cui il padre Elio, con cui la vittima viveva, ha allestito una piccola officina, per non perdere l’abitudine di tanti anni di lavoro come operaio specializzato in ambito industriale. Mani buone, anche Mattia era un bravo operaio. Lavorava in un’azienda di manutenzioni, era un ottimo saldatore.

Il resto è cronaca di soccorsi arrivati per la segnalazione di qualcuno che dai locali vicini a percepito il rumore terrificante dell’auto andare fuori strada. A Torregrande sono arrivati i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile, il 118 con l’ambulanza medicalizzata. Subito si è capito che per Mattia Falchi non c’era più nulla da fare, salvo far intervenire i vigili del fuoco di Oristano per estrarne il corpo dalle lamiere. I soccorritori si sono concentrati su Nory Pinna, trasportata all’ospedale San Martino. Se la caverà: come detto, l’impatto le ha provocato alcune fratture: costole, perone e malleolo. A Macomer è molto conosciuta, lavora in una pizzeria. Sposata, venerdì sera era andata assieme ad alcune amiche nell’Oristanese, per i festeggiamenti del Carnevale. È stata lei stessa a telefonare a casa sua per rassicurare i familiari. «Non ho parole, la morte di Mattia lascia tutto il paese sgomento», dice il sindaco Mario Tendas, tra i primi, ieri mattina, ad andare a casa Falchi. Una tragedia di cui il parroco, don Fabio Ledda, ha reso partecipi tutti suonando le campane a morto che erano le 8.45. Nella casa del ragazzo, un via vai continuo. E su Facebook è un susseguirsi di faccine in lacrime e commenti di dolore, sotto il bel viso di Mattia, sorridente, mentre fa trekking, al mare con amici. Ieri sera si aspettavano i fratelli: Danilo, ingegnere che vive in Francia, e Cristian, che il 15 marzo a Genova dovrebbe discutere la tesi per laurearsi, anche lui in ingegneria. Non sarà una festa, non potrà esserlo. Oggi alle 15 i funerali di Mattia nella chiesa di San Pietro.

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