L’amico: venerdì dovevamo uscire
SOLARUSSA. Il paese è chiuso in un dolore sordo. La morte di Mattia Falchi ha catapultato tutti i giovani nella casa della vittima. Solarussa è un centro dove i legami tra “fedali”, i ragazzi nati lo...
SOLARUSSA. Il paese è chiuso in un dolore sordo. La morte di Mattia Falchi ha catapultato tutti i giovani nella casa della vittima. Solarussa è un centro dove i legami tra “fedali”, i ragazzi nati lo stesso anno, sono fortissimi. Li scandiscono, questi legami, appuntamenti precisi: a 30 anni organizzano la festa di Sant’Isidoro, a 40 quella di San Pietro, a 50, la ricorrenza più importante, San Gregorio. Non sono sodalizi di facciata: sono amicizie che attraversano la vita, che significano vicinanza, compagnia nelle gioie e solidale comunanza nel dolore. Ieri sera, davanti al corpo di Mattia, composto nella bara, uno degli amici raccontava che venerdì sera sarebbero dovuti uscire insieme. Non con l’auto di Mattia, ma con la sua, che li aveva lasciati a terra per un guasto. Cambio di programma, succede. Quando si dice il destino. (si.se.)
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